La Procura vuol vederci chiaro sul Piano strade provinciale: sequestro di atti a Palazzo dei Leoni

La Procura vuol vederci chiaro sul Piano strade provinciale: sequestro di atti a Palazzo dei Leoni

La Procura vuol vederci chiaro sul Piano strade provinciale: sequestro di atti a Palazzo dei Leoni

martedì 12 Aprile 2011 - 13:57

Stamani la visita della Digos, acquisito il verbale della seduta di Consiglio del 3 marzo scorso. Intanto l’aula accelera verso la commissione d’inchiesta

Riflettori puntati sul Piano strade provinciale. E da più parti. Della commissione d’inchiesta del consiglio provinciale avevamo già detto: nell’ultima capigruppo sarebbe anche stato deciso di prelevare la delibera di istituzione della commissione d’inchiesta portandola primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta. La novità riguarda la “visita” che stamani gli agenti della Digos hanno effettuato a Palazzo dei Leoni. Ad attirare l’attenzione, il verbale della seduta di Consiglio del 3 marzo scorso, quando in aula Pippo Lombardo di Sicilia Vera fece un intervento dai toni forti sulla vicenda, chiedendosi che fine avessero fatto gli oltre 130 milioni di euro investiti nella manutenzione delle strade provinciali, concentrando la propria attenzione sulla Sp 25 di Mandanici e puntando il dito contro il dirigente alle Strade Giuseppe Celi. In quell’occasione Roberto Cerreti dell’Mpa osservò come le dichiarazioni di Lombardo prefigurassero notizie di reato e per questo, al termine della seduta, inviò un esposto alla Procura.

Questa, dunque, una delle cause del blitz odierno della Digos, tant’è che già domani Cerreti stesso potrebbe essere interrogato. Probabile che le iniziative della Procura e della commissione d’inchiesta interna al consiglio provinciale puntino allo stesso traguardo: capire come sono state stanziate e duqnue spese dalla Provincia le risorse finanziate per le tante emergenze riscontrate nel territorio e nelle strade di competenza di Palazzo dei Leoni. Al di là del “famoso” dibattito del 3 marzo, diverse sono state le segnalazioni rabbiose e allarmate dei sindaci dei vari comuni interessati, da Ucria a Mandanici, con proteste anche vibranti nei confronti degli uffici di Palazzo dei Leoni.

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