Raccolta differenziata all’anno zero: Messina lontana dagli standard di legge

Raccolta differenziata all’anno zero: Messina lontana dagli standard di legge

Raccolta differenziata all’anno zero: Messina lontana dagli standard di legge

lunedì 23 Agosto 2010 - 07:31

Sinistra e Libertà attacca Messinambiente e Ato3, con Dalmazio che indica nel 2011 la data entro cui si arriverà al 40%. Ma si hanno le idee chiare sulle percentuali attuali

Le classifiche nazionali ci danno al 4,4 per cento, il presidente di Messinambiente Dalmazio parla di 7-8 per cento, l’Ato3 si è posta l’obiettivo di fine anno del 20 per cento e sempre secondo Dalmazio nel 2011, con la discarica di Pace a regime, si arriverà addirittura al 40 per cento. Numeri su numeri, in realtà sul fronte raccolta differenziata Messina è ancora all’anno zero o quasi. La discarica potrà cambiare qualcosa, insieme agli impianti di separazione secco-umido e di biostabilizzazione? Difficile, se a monte non verrà avviata una campagna per inculcare nella cittadinanza la “cultura” della differenziata. E qui siamo obiettivamente parecchio indietro. Gli obiettivi di cui parla Dalmazio riguardano la fase “terminale” del ciclo dei rifiuti, ma è quella di partenza che preoccupa, sulla quale bisogna lavorare a prescindere dalla realizzazione dei pur fondamentali impianti.

Secondo il presidente di Messinambiente la raccolta differenziata arriverà entro il 2011 al 40% grazie alla nuova discarica e agli impianti di separazione secco-umido e di biostabilizzazione che Messinambiente sta per avviare a Pace, risparmiando così anche 7 milioni di euro l’anno ed auspicando infine di potere recuperare un giorno energia dai rifiuti. «Purtroppo però – è l’analisi che fa Daniele Ialacqua di Sinistra e Libertà – sarà forse perché non crediamo ai miracoli o forse perchè sentiamo da anni sempre le stesse dichiarazioni e promesse, temiamo che le dichiarazioni di Dalmazio servano ancora una volta a nascondere il fallimento gestionale del settore rifiuti a Messina. Non siamo noi a dirlo ma lo stesso Dalmazio: infatti basta leggere tra le righe delle dichiarazioni di Dalmazio per capire che al momento, dopo oltre un decennio di gestione dei rifiuti di Messinambiente spa e poi di Ato4 e con una spesa che veleggia intorno ai 40 milioni di euro l’anno, non ci sono a Messina impianti di separazione secco-umido, impianti di biostabilizzazione, non si è riusciti neanche a fare una discarica, ovvero una buca, in territorio comunale preferendo portare i rifiuti a spasso per la Sicilia, la raccolta differenziata anche quest’anno, come oramai succede da oltre un decennio a questa parte, non raggiungerà il limite di legge, fissato dalla recente normativa regionale al 20% entro il 2010 (ma per quella nazionale dovevamo essere al 50%!); non recuperiamo energia dai rifiuti e ci teniamo un inceneritore unico nel suo genere in Italia visto che gli altri similari sono stati chiusi perché obsoleti, inquinanti e contrari alle nuove normative; siamo contenti di risparmiare forse 7 milioni di euro (ma Buzzanca non diceva 10 milioni lo scorso anno?), quando se ne potrebbero risparmiare molti di più con una differenziata spinta porta a porta e con politiche di riduzione dei rifiuti».

«Sempre dalle dichiarazioni di Dalmazio – aggiunge Ialacqua, coordinatore del circolo “Matteo Cucinotta” – apprendiamo inoltre che si continua ad insistere nella costruzione di una discarica rifiuti a ridosso di un torrente ed ai piedi della vecchia discarica di Portella Arena mai messa del tutto in sicurezza, dopo tanto straparlare di dissesto idrogeologico e difesa del territorio. Insomma, le recenti dichiarazioni del presidente di Messinambiente spa, il silenzio del commissario dell’ATO 3 Ruggeri e dell’assessore comunale all’Ambiente Amata, le esternazioni passate del sindaco Buzzanca in tema di rifiuti, ci confermano che i messinesi continuano ad essere presi in giro dai propri amministratori…fino a quando?»

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