Il primo a commentare la sentenza Cuffaro è l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, portavoce di Italia dei Valori: -Non ho mai discusso le sentenze giudiziarie nè di condanna nè di assoluzione e certamente non comincerò oggi. Credo però che per un ovvio rispetto dell’etica e delle Istituzioni, Cuffaro non avrebbe dovuto candidarsi, per quelle frequentazioni che ha ammesso e al di là della valenza giudiziaria delle stesse; avrebbe così evitato alla Sicilia e ai siciliani l’ennesimo danno d’immagine. È triste – conclude Orlando – vedere oggi alcuni chiederne le dimissioni dopo averne condiviso il sistema di potere, beneficiando della sua subcultura di governo e favoritismo- .
PIERFERDINANDO CASINI (Leader dell’Udc)
-Cuffaro aveva espresso con chiarezza l’intenzione di dimettersi se fosse stato condannato per mafia, ed avrebbe fatto bene, ma noi eravamo certi che non avesse nulla a che fare con la mafia ed io sono certo che in appello cadranno anche le altre accuse-.
GIUSEPPE LUMIA (Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, PD)
-Ho sempre sostenuto la necessita’ che Cuffaro si dimettesse anche prima di questa sentenza perche’, confermo anche oggi questa richiesta, di fronte ad una sentenza di condanna in primo grado per un reato di per se’ gravissimo-
SIMONA VICARI (Portavoce di FI per la Sicilia)
-Non avevamo dubbi sulla sua estraneità a Cosa Nostra. Forza Italia continuerà a sostenere la tua azione di cambiamento della Sicilia con lo stesso convincimento di prima e con una forza rinnovata. Non ci possono essere più attenuanti per la maggioranza che ti sostiene nella realizzazione del programma di governo.
Abbiamo grande rispetto per la sentenza e siamo certi che il presidente Cuffaro dimostrerà nei prossimi gradi di giudizio la sua totale estraneità-.
ANGELO BONELLI (Capogruppo alla Camera dei Verdi)
-E’ incredibile che un presidente di Regione condannato a 5 anni per favoreggiamento possa pensare di continuare a stare al suo posto come se nulla fosse accaduto. E’ una vergogna. C’è chi si è dimesso di fronte ad un semplice avviso di garanzia, c’è chi di fronte ad una condanna così grave resta al suo posto. Questa è la classe politica che dà un pessimo esempio ai cittadini e danneggia l’immagine del Paese di fronte al mondo intero-.
LUCA VOLONTE’ (Capogruppo Udc alla Camera)
-Per quanto riguarda il favoreggiamento semplice, siamo convinti che i tre gradi di giudizio sapranno ristabilire la verita’ dei fatti. L’amico Toto’ Cuffaro, cui va la mia sincera amicizia e vicinanza, ha sempre raccolto uno straordinario consenso elettorale nella sua carriera politica di amministratore pubblico; continuera’ a farlo, con buona pace dei suoi avversari politici-.
MAURIZIO BALLISTRERI (Deputato regionale socialista)
-Adesso il governo Cuffaro e la Casa delle Libertà, rispetto all’incapacità di governare la Sicilia, non hanno più l’alibi della spada di Damocle giudiziaria-
FRANCANTONIO GENOVESE (Segretario regionale del Pd)
“Non si può commentare quasi con soddisfazione, come ha fatto Cuffaro, una grave condanna che prevede anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Essere giudicati colpevoli di un delitto è un fatto gravissimo per qualunque cittadino e non può non rappresentare per il Presidente della Regione Siciliana motivo di vergogna. Una vergogna che si riflette negativamente sull’immagine della Sicilia e crea un forte disagio in tutti i siciliani. Per questi motivi riteniamo doverose le dimissioni dell’On. Cuffaro: l’unico gesto che può davvero ridare a quest’isola un governatore al di sopra di ogni sospetto ed un clima politico più sereno, che consentano alla Sicilia di lasciarsi definitivamente alle spalle l’infelice stagione del ‘cuffarismo’-.
TURI LOMBARDO (Deputato regionale socialista)
-Vorrei dare un consiglio non disinteressato a Totò Cuffaro: chieda lui, anzi pretenda, che l’ARS si esprima con un voto relativamente alle sue eventuali dimissioni. In questo modo lui saprà, con certezza, se ha una maggioranza che lo sostiene all’interno del parlamento siciliano, ed avrà il vantaggio di dividere con questa l’onere ed i rischi della decisione di andare avanti; noi, finalmente, sapremo di che pasta sono fatti i nostri deputati e, soprattutto, se esiste un’opposizione che per i principi è disposta a sacrificare il portafoglio-.
