Soddisfazione della Fp Cgil: «Non è con la prepotenza che si fanno rispettare le regole». Il presidente della società: «come può un sindacato essere a favore di chi non lavora a spese della comunità?»
Portava la data del 9 giugno scorso la notizia del licenziamento, per presunto assenteismo, di diciotto dipendenti di Messinambiente, voluto fortemente dal presidente della società Antonino Dalmazio.
Un repulisti che aveva fatto infuriare i sindacati, i quali accusavano Dalmazio di portare avanti uno “spot pubblicitario” fatto di rigore senza la necessaria serietà.
Adesso, dopo tre mesi e tre pareri di giudici diversi, il giudice unico, accogliendo il ricorso d’urgenza proposto dall’avv. Giacomo Calderonio ha dichiarato illegittimo il licenziamento dei lavoratori e ha ordinato il reintegro nel posto di lavoro precedentemente occupato.
Grande soddisfazione è stata espressa dai sindacati, su tutti la Cgil, che da subito si era opposta alla linea dura dei vertici di Messinambiente.
«La dirigenza della Messinambiente – dichiarano Clara Crocè e Carmelo Pino, Segretario Generale e Responsabile della F.P. Cgil – dovrebbe prendere atto che sulle 15 istanze di reintegro presentate dagli avvocati si sono pronunciati tre diversi giudici del Tribunale del Lavoro di Messina ciascuno dei quali ha dichiarato illegittimi i licenziamenti e ha condannato alle spese la Messiambiente. Mentre tre dei lavoratori licenziati erano già stati precedentemente reintegrati dalla stessa Azienda».
«Le regole affermate con l’ esercizio della violenza e della prepotenza denotano una evidente incapacità della dirigenza a gestire un’azienda di così vaste dimensioni», conclude il sindacato.
Ma il presidente di Messinambiente Antonino Dalmazio non ci sta e anzi rincara la dose: «come può un sindacato essere a favore di chi non lavora? In questi mesi la media degli assenti è passata da 100 a 25 persone. Gestisco una società pubblica e ho il dovere, morale ed istituzionale, di punire chi non lavora. Questo reintegro dei lavoratori è stato accordato a seguito di un procedimento d’urgenza (ex art. 700) e può essere revocato dopo un -giudizio di merito-. Sono intenzionato ad andare avanti fino alla fine, sicuro di agire per il bene della società e della comunità messinese».
«La mia non è né prepotenza né illegalità», conclude Dalmazio, «ma non posso permettere che Messinambiente si trasformi in uno stipendificio».
