Determinante la mediazione del Prefetto che convoca un tavolo tra lavoratori, azienda ed enti locali. Per la Tat (associazione tutela ambiente e territorio), lo sciopero solo «un’incauta strategia».
Tutelare l’ambiente cercando di tutelare posti di lavoro, o se preferite tutelare posti di lavoro senza trascurare le tematiche ambientali. A seconda dei punti di vista, la situazione della Edipower di San Filippo del Mela, assume sfumature ben diverse. Gli scioperi indetti qualche settimana fa da Filcem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil, per il rischio chiusura dei gruppi 3-4-5-6 della centrale, e dunque di perdita occupazionale, a causa di un’attività considerata ai limite per all’ottenimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, erano stati considerati dalla Tat (associazione Tutela ambiente e territorio) solo delle “incaute strategie”: «I sindacati non capiscono che in questo modo permettono il configurarsi di una forma di becero ricatto di lavoro, a discapito della salute degli stessi dipendenti, delle loro famiglie e di tante decine di migliaia di cittadini».
Uno “scontro” quello tra sindacati da un lato, associazione Tutela Ambiente e Territorio dall’altro, a cui potrebbe però aggiungersi un altro tassello. È di oggi infatti la notizia che, grazie all’intermediazione del prefetto Francesco Alecci, si sia raggiunto un accordo convocando un Tavolo tra azienda, sindacati ed enti locali al fine di scongiurare il blocco dei gruppi a rischio, nel rispetto di quanto richiesto dall’Aia che, a detta dei sindacati, prevede per la centrale di San Filippo dei limiti ben più restrittivi rispetto alle autorizzazioni rilasciate ad altre società, su tutte la centrale di Fusina nel comune di Venezia.
Da qui la riflessioni del segretario della Filcem Cgil Tanino orbito:«In questo momento particolare per il settore della produzione di energia elettrica, viene naturale quindi chiedersi se non vi siano interessi o ragioni altre oltre all’ambiente per imporre in così breve tempo condizioni di operatività così stringenti che porteranno alla chiusura dei Gruppi. D’altro canto, anche l’azienda deve ammorbidire la propria posizione e dare risposte al nostro territorio e alla nostra popolazione. Per questo – conclude Morabito, confidiamo nell’azione di mediazione assunta dal Prefetto auspicando che si possa trovare una via per garantire i posti di lavoro e l’adozione di misure a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini».
