Domani, presso l'aula della Corte d'Assise del Tribunale di Messina si svolgerà un'assemblea organizzata dall'organizzazione sindacale Unsa Giustizia Messina e dalla CISL FP
“L’Associazione Nazionale Magistrati protesta e noi cosa facciamo, ci accodiamo-?
A porsi polemicamente l’interrogativo sono i rappresentanti del sindacato Unsa Giustizia Messina , che hanno sottoscritto un documento per puntulaizzare che quella dei dipendenti degli Uffici giudiziari del Distretto è una categoria a parte ripsetto a quella dei magistrati e che quindi non possono essere i giudici a decidere per loro . “ I giudici hanno deciso il rispetto delle regole – si legge testualemente – e ciò comporterà che noi, perché loro l’hanno deciso, dovremo rispettare quelle regole. Passi che l’Associazione Nazionale Magistrati – continua il documento- concordi comportamenti per i suoi iscritti, ma che attraverso loro vengano imposti anche ai dipendenti di questo Ministero è davvero assurdo-.
Secondo il sindacato non possono essere i magistrati a “ fare o non fare rispettare l’orario di servizio, oppure che si possa effettuare o meno lavoro straordinario senza autorizzazione preventiva”.
“Senza entrare nel merito della legittimità di quanto chiesto dai magistrati italiani, condivisibile soprattutto nella parte che riguarda i tagli al settore giustizia con stretto riferimento alle risorse umane e materiali – scrivono i rappresentanti sindacali – non capiamo questo loro atteggiamento di indiretto e obbligatorio coinvolgimento del personale amministrativo che per quanto ci riguarda, come organizzazione sindacale, ci ha visto inconsapevoli protagonisti della manifestazioneindetta da ANM lo scorso 17giugno nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Messina, senza avere firmato alcuna forma di adesione”.
“A questo punto – continuano- una riflessione è quantomeno necessaria : dove erano i magistrati quando noi nel 2008 protestavamo, a Messina, davanti al Ministro Mastella per la nostra mancata riqualificazione? Dove erano i magistrati quando noi nel 2009 manifestavamo contro le condizioni igieniche e sanitarie indecorose in cui eravamo e siamo costretti a lavorare nei locali di questo Palazzo e di altri uffici giudiziari? L’elencazione potrebbe continuare a lungo, ma in questa sede ci interessa risvegliare gli animi dei dipendenti oramai rassegnati o assopiti, avvolti dal torpore di questa città-.
Il sindacato non usa, poi, mezzi termini ed accusa i i magistrati di voler “apparire come i dominus di una Giustizia che appare in balia dei loro “umori”.
E’ necessario – dicono – che, una volta e per tutte, l’ANM e il personale amministrativo, e per esso tutte le OO.SS. che li rappresentano, percorrano la medesima strada, nella medesima direzione nell’interesse comune. Sino ad oggi le istanze di chi opera nella Giustizia italiana hanno percorso strade parallele e spesso non convergenti, e di questo situazione altri ne hanno tratto beneficio. L’auspicio è che per il futuro ci si possa trovare gli uni accanto agli altri per rivendicare istanze seppur diverse ma che hanno come obiettivo comune il buon andamento, la buona gestione e soprattutto l’affermazione dei diritti di chi lavora nella giustizia e per la giustizia”.
L’Unsa Giustizia ricorda, infine, che in concomitanza con la firma del nuovo CCNI Giustizia, domani si terrà presso l’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Messina un’assemblea dei dipendenti del distretto di Messina organizzata insieme CISL FP.
