Avrebbe dato fuoco ad alcune sterpaglie provocando un vasto incendio che da Castell’Umberto si è propagato nei comuni limitrofi, distruggendo parecchi ettari di bosco, nei giorni caldi tra il 20 ed il 25 agosto, quando il fuoco ha messo in ginocchio la provincia di Messina, generando, tra gli altri, il rogo mortale di Patti.
Antonino Pintagro, 45 anni, di Castell’Umberto ma residente a Galati Mamertino, è stato raggiunto oggi da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Gip di Patti, Onofrio Laudadio.
L’uomo, dopo l’ennesima lite con i familiari per motivi legati alla spartizione di un terreno, ha dato fuoco, in due diversi punti, ad alcune sterpaglie, attraverso un innesco formato da una filtro di sigaretta e dei cerini. Alimentate dallo scirocco, le fiamme si sono propagate sino a lambire alcune abitazioni. Il pericolo è stato scongiurato dal tempestivo intervento dei Vigili del fuoco. L’innesco è stato rinvenuto e le indagini hanno portato all’agricoltore quarantacinquenne, con precedenti alle spalle, raggiunto oggi dal provvedimento del Gip di Patti.
Pintagro è il quarto piromane raggunto dalla giustizia. All’indomani del rogo mortale di Patti, il 24 ottobre, sono stati arrestati i due fratelli allevatori, Valerio e Mariano Lamancusa, mentre un trimestrale della Forestale, residente a Militello ma in servizio sui colli Sarrizzo A Messina, è stato arrestato per gli incendi che hanno devastato le colline messinesi, tra fine luglio ed inizio agosto.
