Salviamo la Lelat. Tempo Stretto promuove la petizione on line

Salviamo la Lelat. Tempo Stretto promuove la petizione on line

Salviamo la Lelat. Tempo Stretto promuove la petizione on line

giovedì 15 Maggio 2008 - 10:13

Una firma per fare in modo che la comunità che assiste tossicodipendenti e malati di Aids non sia costretta a chiudere anche il servizio diurno

La promessa di impegnarci attivamente per salvare il salvabile la avevamo fatta lo scorso dicembre quando, tra l’indifferenza della città, la Lelat, struttura che si occupa della lotta all’Aids ed alla tossicodipendenza, fu costretta a chiudere la comunità residenziale.

Diciassette ragazzi non poterono concludere il loro percorso di recupero, dovendo scegliere tra il recarsi in un’altra comunità, o tornare a vivere in quella strada che aveva già condotto molti di loro verso il baratro.

Da allora la presidente Annamaria Garufi si batte per fare in modo che almeno possa essere salvaguardata l’attività diurna del centro; otto ragazzi, infatti, vengono ancora assistiti da operatori, psicologi e psicoterapeuti, nonostante gli stipendi siano ormai un “lontano ricordo- (gli ultimi sono stati percepiti nel mese di ottobre).

“Non possiamo più andare avanti- ripetono da allora alla Lelat.

La nostra testata ha, dunque, deciso di non rimanere insensibile all’appello lanciato da chi, con amore e competenza, assiste questi figli sfortunati della nostra città e da chi, soffrendo, chiede di potere ancora nutrire la speranza di contare sull’apporto di professionisti qualificati per riprendere in mano le redini della propria vita. Abbiamo scelto di aderire alla petizione in favore della Lelat e di farci portavoce della stessa perché, come dice lo slogan scelto dalla associazione, “non importa volare in alto, l’importante è volare insieme-.

“Nel corso di questi mesi, purtroppo, non è cambiato nulla – ci ha spiegato Annamaria Garufi – nessuno ha mostrato sensibilità verso una struttura che si è sempre configurata come una delle poche comunità terapeutiche esistenti nel sud. Sì, perché la Lelat non si limita ad assistere umanamente i propri ragazzi, ma fa una terapia effettiva. Ci avvaliamo di psicologi, psicoterapeuti ed operatori altamente formati, ed abbiamo dovuto assistere impotenti al trasferimento di alcuni di essi. L’ho già detto in precedenza…abbiamo impiegato anni per formare gli operatori, ma adesso queste valenze non appartengono più alla nostra città.

Cosa ci serve? Confidiamo di potere raccogliere un numero di firme tali da consentirci di rivolgerci ad Alecci non oltre la fine del mese; già in passato il prefetto Profili ci aiutò contattando personalmente gli imprenditori che avrebbero potuto aiutarci. Ecco, ci auguriamo che adesso ci si possa muovere nella stessa direzione, trovando dieci imprenditori di buona volontà che si impegnino a devolverci una cifra pari a 10.000 euro l’anno. Un contributo che loro possono defalcare dalle tasse e che consentirebbe a noi di non chiudere. Ricordiamo, infatti, che senza alcun segnale positivo la Lelat cesserà la propria attività al massimo a fine giugno-.

Ci permettiamo, cari lettori di rivolgere anche a voi questo invito: firmate la nostra petizione on line per consentire alla Lelat di continuare a svolgere la propria attività. Non costa niente, e dimostreremo che Messina è una città in cui la solidarietà ha ancora un valore.

Chi, poi, volesse contribuire attivamente a mantenere in vita la Lelat può farlo devolvendo il 5×1000 alla Lega lotta Aids e tossicodipendenza, codice fiscale 97020580839.

Ed un appello, infine, lo rivolgiamo ai tanti candidati alle prossime amministrative: impegnarsi a favore della Lelat significherebbe avere un buon ritorno di immagine…la pietra l’abbiamo lanciata, adesso aspettiamo i risultati!

(Nella foto di Dino Sturiale un momento della conferenza stampa attraverso la quale la Lelat ha annunciato la chiusura della comunità residenziale)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED