Scuola. Sindacati e comitati chiamano all’appello deputati regionali e nazionali: Modica: «Se necessario bloccheremo l’inizio del prossimo anno scolastico»

Scuola. Sindacati e comitati chiamano all’appello deputati regionali e nazionali: Modica: «Se necessario bloccheremo l’inizio del prossimo anno scolastico»

Scuola. Sindacati e comitati chiamano all’appello deputati regionali e nazionali: Modica: «Se necessario bloccheremo l’inizio del prossimo anno scolastico»

mercoledì 10 Giugno 2009 - 14:38

Domani pomeriggio nel salone degli Specchi chiamata raccolta la deputazione nazionale e regionale per far fronte all’emergenza dei tagli scolastici: oggi presentazione dell’iniziativa che vede i sindacati scendere in campo in modo compatto: «Siamo disposti a tutto ma dobbiamo essere ascoltati e si deve intervenire» afferma Liliana Modica rappresentante dell’Osservatorio scuola

Stavolta a rispondere all’appello non dovranno essere gli studenti ma i deputati regionali e nazionali del Pd chiamati a raccolta dalle organizzazioni sindacali e dai comitati spontanei creatisi per dire basta a quella che, nel corso della conferenza stampa di questa mattina alla provincia, è stata definita “un’emergenza che rischia di diventare un allarme sociale”: quella dei tagli al personale scolastico docente e non docente.

Un appuntamento organizzato per domani pomeriggio al Salone degli Specchi dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil Gilda, Snals, Sfida, e i comitati Osservatorio sulla scuola e Proposta scuola hanno indetto per dare una scossa ad una situazione che, «continuando di questo passo, afferma l’ex-assessore Liliana Modica – rischia di mettere all’angolo i diritti di studenti ed insegnanti dell’intera provincia». Questi, secondo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, gli effetti prodotti dai tagli della legge Gelmini, definita dai presenti non «una riforma della scuola ma semplicemente un’operazione di riduzione dei costi a discapito della qualità, della formazione e dei posti di lavoro»: nella scuola primaria “tagliati” 209 posti per un totale di 193 docenti di ruolo senza sede; nella scuola secondaria i tagli produrranno 160 insegnanti senza sede; negli istituti secondari di secondo grado saranno invece 132 insegnanti: «Per un totale di circa 10 mila tra professori e maestri in tutta Italia – aggiunge la Modica rappresentante dell’Osservatorio scuola. A questo problema – sottolinea – si somma inoltre quello del rischio sicurezza a causa dell’aumento del numero di studenti per classe».

Una preoccupazione generale quella di cui questa mattina si sono fatti portavoce sindacati e comitati a cui preme inoltre evidenziare come l’insofferenza diffusasi all’indomani della riforma Tremonti-Gelmini, che nei primi mesi dell’anno ha preso forma nei centinaia di cortei organizzati in tutti Italia, «non si è certo sopita ma al contraria continua a mantenersi viva attraverso altri canali: «Non certo attraverso i tradizionali canali dell’informazione – sottolinea la Modica – che hanno preferito far calare il silenzio sulla vicenda. E tuttavia, basta fare un giro su Facebook per constatare l’enorme quantità di gruppi creatisi contro questa politica dei tagli». Si parlerà anche di questo all’incontro di domani, quando ai deputati chiamati ad intervenire verrà presentato un appello che al momento gira per tutti gli istituti di Messina e Provincia, in cui vengano effettuate delle richieste ben precise per ridurre al minimo le emergenza lavoro nel settore scuola: «A settembre – afferma la Modica – daremo notizie delle adesioni ottenute e decideremo come muoverci. Le nostre proteste ci saranno e si faranno sentire, non è esclusa la possibilità che venga bloccato l’inizio dell’anno scolastico».

Dello stesso avviso i rappresentanti sindacali che uno dopo l’altro, con brevi ma precisi interventi, supportando le argomentazioni con ulteriori dati hanno chiarito la loro posizione, una posizione che risulta evidentemente univoca. Per Santi Marchetta(Gilda) le uniche vittima di questa situazione saranno solo insegnanti ed alunni, costretti a “vivere” una scuola meno sicura, dequalificata. A pensarla così anche Luciano Melardi(Snals) che, come detto, definisce quella Gelmini solo un’operazione economica. Duro anche l’intervento di Graziamaria Pistorino, soddisfatta nell’evidenziare come i sindacati siano finalmente pronti a fare fronte comune e che ribadisce: «Sbaglia chi ritiene che sia troppo tardi per intervenire, perché non stati ancora predisposti gli organici di fatto e, di conseguenza, c’è ancora margine per intervenire. Determinante però sarà il supporto che dovranno fornire le nostre rappresentanze, locali, regionali e nazionali nelle opportune sede di governo».

Un governo che a detta di Antonio Sabato fa di tutto per “tenere nascosta” la vera forza, soprattutto in termini numerici, che rappresentanti i movimenti contrari alla riforma sparsi per tutto lo stivale e pronti a scendere nuovamente in campo. «»È necessario altresì determinante mobilitare le coscienze di tutti, soprattutto delle famiglie perché non ci rende conto – ha aggiunto il rappresentante Uil Calogero Lama – che i nostri figli sono il futuro e devono avere a disposizioni tutti gli strumenti e le conoscenze per contribuire alla creazione di una classe dirigente competente e preparata». L’intervento finale spetta invece a Sandra Crisafulli del Cip, Comitato Italiano Precari che, continuando di questo non saranno neanche più precari ma disoccupati a tutti gli effetti: «Abbiamo bisogno di certezza, abbiamo bisogno di sapere che dopo anni di costosi studi e sacrifici per rendere ottimale la nostra preparazioni, ci venga data la possibilità di lavorare e di farlo in condizioni dignitose».

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