La Prefettura di Reggio Calabria è ottimista, ma non ci sono segnali precisi. Pronta una nuova protesta
È ufficiale, anzi no. Il secondo mezzo veloce di Rfi dovrebbe essere attivo da lunedì. Il condizionale è ancora necessario, visto che, nonostante venerdì il vicecapo di Gabinetto della Prefettura di Reggio Calabria, Demetrio Martino abbia dato rassicurazioni sulla composizione della divergenza di opinioni tra la sede Bluvia di Napoli e quella di Messina, non ci sono segnali che ciò sia avvenuto.
Martino ha comunicato che il sopralluogo effettuato dal comandante Angelino Cianci, coordinatore dell’Autorità Marittima dell’area di sicurezza della navigazione nello Stretto di Messina, sul Selinunte Jet, ha dato esito positivo. Però non è stato chiarito se l’equipaggio sarà di 7 elementi, come vuole Napoli, o di sei, come vuole Messina. C’è quindi da sospettare che si possa raggiungere un accordo entro lunedì. Considerando anche che gli orari del Tindari, l’unico mezzo veloce rimasto operativo, sono attualmente gli stessi della settimana scorsa, e di un secondo mezzo non c’è traccia.
Il ritorno del Selinunte, comunque, farebbe rifiatare i viaggiatori, ma, ovviamente, non risolverà la delicata situazione dei trasporti nell’Area dello Stretto e, più in generale, del diritto alla mobilità dei cittadini.
Sulla vicenda del blocco del Tindari, il PdCI di Reggio Calabria commenta, per mano del segretario Ivan Tripodi (pendolare): «Certamente possiamo affermare che, ancora una volta, la lotta paga e, in questa circostanza, il Partito dei Comunisti italiani, che è stato parte attiva di questa battaglia, ringrazia tutti i pendolari, lavoratori e studenti, che con la protesta, sprecando una giornata di ferie o rinunciando ad un’importante lezione universitaria, hanno fatto esplodere la vicenda in tutta la sua insopportabile gravità».
Tripodi, che dà per certo il rientro del Selinunte a partire da lunedì, ringrazia il dottor Martino, «il quale, con grande serietà, ha compreso, fino in fondo, l’enorme ricaduta sociale del problema e non ha -mollato la presa- costituita metaforicamente da Bluvia e dalla Capitaneria di Porto di Messina, portando a termine positivamente la missione che gli era stata affidata».
Se il Selinunte non sarà in mare lunedì, i pendolari hanno già proclamato altre azioni di protesta, a difesa del diritto alla mobilità e della continuità territoriale.
Foto: Peppe Caridi
