-Da domani sono al lavoro-
Il tribunale di Palermo presieduto da Vittorio Alcamo, al termine del processo -talpe alla Dda-, ha condannato il presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro, a cinque anni per favoreggiamento alla mafia e violazione dei segreti d’ufficio, senza l’aggravante mafiosa. Cuffaro è stato interdetto dai pubblici uffici per tutta la durata della pena. L’accusa aveva chiesto 8 anni.
L’imprenditore Michele Aiello, indicato come il ”re Mida” della sanita’ siciliana e personaggio chiave del processo alle talpe alla Dda, e’ stato condannato a 14 anni.
Il governatore era presente alla lettura della sentenza ed ha commentato: ”Sapevo di non essere colluso e di non aver favorito Cosa nostra, il fatto però che anche una Corte, che ho rispettato sino in fondo, lo abbia riconosciuto, mi è di molto conforto-.
Condannati anche tutti gli altri imputati. A 14 anni di reclusione è stato condannato l’ex manager della sanità privata Michele Aiello (associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, truffa, accesso abusivo al sistema informatico della Procura e corruzione). La pena di 7 anni è stata inflitta maresciallo del Ros Giorgio Riolo (associazione mafiosa, accesso abusivo al sistema informatico della Procura, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, corruzione e interferenze illecite nella vita privata altrui); 4 anni e 6 mesi al radiologo Aldo Carcione (rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico della Procura).
Sei mesi la pena inflitta all’ex segretaria della Procura, Antonella Buttitta (accesso abusivo al sistema informatico della Procura e rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio). 1 anno a Roberto Rotondo (favoreggiamento). 3 anni a Giacomo Venezia (favoreggiamento). 9 mesi a Michele Giambruno (truffa e corruzione)- 9 mesi a Salvatore Prestigiacomo (corruzione). 2 anni ad Adriana La Barbera (corruzione). 2 anni ad Angelo Calaciura (corruzione). 4 anni e 6 mesi e 1500 euro di multa a Lorenzo Iannì (truffa).
