Servizi pubblici e tasse, Messina è tra le città più care d’Italia. Si spende di più per rifiuti e trasporti

Servizi pubblici e tasse, Messina è tra le città più care d’Italia. Si spende di più per rifiuti e trasporti

Servizi pubblici e tasse, Messina è tra le città più care d’Italia. Si spende di più per rifiuti e trasporti

mercoledì 28 Luglio 2010 - 08:32

Lo dice uno studio di Federconsumatori: in riva allo Stretto una famiglia standard (2 adulti e un bambino) con un reddito annuo di 36 mila euro ne spende, all’anno, 2.154. Seconda solo a Palermo

Suona quasi come una beffa quanto viene fuori dall’ultima indagine della Federconsumatori sul “costo di cittadinanza” medio affrontato in un anno dalle famiglie italiane. Per “costo di cittadinanza” si intende la spesa per i servizi pubblici: ebbene, Messina risulta tra le città più care d’Italia, con oltre 2 mila euro di spesa all’anno. Eccola, la beffa. Necessario però un passo indietro per capire i criteri. Nell’individuare e quantificare l’ammontare delle principali componenti del “costo di cittadinanza” riferito ad un profilo di consumo standard, Federconsumatori ha considerato una famiglia di due adulti con un figlio (che ha meno di 4 anni nel 10% dei casi), che abita in un appartamento di proprietà in semiperiferia (di 80 mq.) e possiede un reddito di 36 mila euro annui (Isee di circa 18 mila euro). E’ stato considerato che questa famiglia consuma in un anno 200 metri cubi di acqua, si rivolge una volta l’anno al pronto soccorso (codice bianco), paga 23 ticket per medicinali, 2 ticket per visite specialistiche e 2 ticket per analisi; acquista 48 biglietti di corsa semplice e 10 abbonamenti mensili per la rete di trasporti urbana. Secondo questi standard, e considerando anche le imposte (le addizionali Irpef), Messina è la seconda città più cara d’Italia dopo Palermo, con una spesa annua di 2.154 euro.

Particolarmente interessante entrare nel dettaglio e capire dov’è che la famiglia tipo messinese deve affrontare i maggiori “costi di cittadinanza”. E i settori sono, manco a dirlo, quello dei rifiuti e quello dei trasporti, che non si può certo dire siano quelli che funzionano meglio. Nella raccolta dei rifiuti Messina batte tutti con una spesa annua di 292 euro, subito dopo Palermo con 278. Al vertice la città dello Stretto la troviamo anche per il costo dei biglietti di corsa semplice del trasporto pubblico locale: ben 60 euro annui, contro i 58 di Firenze (è invece tra le meno care per gli abbonamenti mensili). E ancora, Messina è la città dove si spende di più, insieme a Catania e Roma, per la prescrizione di farmaci (per una media di 23 ticket): 92 euro. Spicca anche il costo medio per gli asili nido: 297 euro annui (qui la più cara è Trieste con 396 euro). Nella media la spesa per il servizio idrico integrato: 253 euro, via di mezzo tra i 352 euro di Bari e i 109 euro di Milano.

Non va meglio sotto il profilo delle tasse: le città dove la pressione delle imposte locali è più alta sono Messina e Catania con 792 euro. A Firenze addirittura il costo è di 432 euro. Una bella differenza. Non solo nei costi, ci sentiamo di dire, ma anche nella qualità dei servizi stessi.

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