Claudio si è avvalso della facoltà di non rispondere e Maurizio ha detto di non sapere nulla di soldi e droga
Sono stati interrogati nel carcere di Gazzi i due fratelli Cutispoto, proprietari dei due appartamenti di viale San Martino nei quali la Squadra Mobile ha sequestrato più di un milione di euro ed undici chili tra eroina, cocaina e sostanze da taglio.
Gli inquirenti non hanno dubbi nel ritenere Claudio e Maurizio Cutisposto, due prestanome dei fratelli Trovato, capi induscussi del clan di Mangialupi. A loro erano stati intestati un grande attico ed un appartamento di cinque vani all’isolato 79, all’interno dei quali è stato ritrovato il tesoro dei cinque fratelli Trovato. Fratelli ai quali solo il giorno precedente erano stati sequestrati altri beni per un valore di 20 milioni di euro.
Stamattina i due fratelli Cutisposto però hanno tenuto un atteggiamento diverso davanti al Gip Luana Lino che li doveva interrogare. Claudio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non ha neppure voluto confermare ciò che aveva detto nell’immediatezza del fermo quando aveva tentato di scagionare il fratello Maurizio. Claudio aveva detto che era lui a custodire le chiavi dei due appartamenti, assumendosi, di fatto, la proprietà della sostanza stupefacente. Maurizio Cutispoto, invece, ha risposto al gip Lino e si è difeso sostenendo che in quelle abitazioni non metteva piede da molto tempo, più di un anno, e che non aveva idea della presenza di soldi e droga. Ora toccherà al gip decidere se convalidare il fermo dei due fratelli incensurati.
