Una proposta avanzata da un gruppo di amanti della pesca che prevedeva il rilascio di un apposito pass per lo svolgimento dell’attività all’interno della banchina portuale, dove da oltre una anno insiste il divieto di accesso ad eccezione degli “addetti ai lavori”. Richiesta considerata inaccettabile per mancanza di sufficienti misure di sicurezza
Sembra proprio che gli amanti della pesca devono mettersi l’anima in pace, almeno coloro che avrebbero voluto praticare il proprio hobby nell’area della banchina portuale. Come sanno bene i diretti interessati, infatti, da oltre un anno sulla base un provvedimento disposto dalle autorità competenti, è stato stabilito il divieto alla prosecuzione dell’attività nella zona considerata. Il 24 aprile scorso, su sollecitazione della tante proteste sollevate dagli stessi cittadini (in circa 800 hanno firmato una petizione) i consiglieri Muscolino, Cucinotta e Vaccarino hanno chiesto l’individuazione di nuovi spazi riservati agli amanti di amo e lenza. Poi nessuna risposta.
Lo scorso 5 febbraio alcuni “addetti ai lavori” hanno però inoltrato alla Capitaneria di Porto di Messina una richiesta ben precisa in cui si proponeva la creazione di un apposita “tessera della pesca” per consentire l’ingresso all’interno della banchina del porto. Una strada purtroppo non percorribile ha però spiegato il comandante Nunzio Martello che in un apposito documento illustra il perché della “bocciatura”.
“I porti rappresentano l’anello di congiunzione tra i traffici marittimi la terra ferma divenendo però il punto nodale delle connesse attività commerciali. In particolare l’attività all’interno del porto di Messina anche in relazione al recente sviluppo del settore crocieristico e cantieristico, pone come condizione imprescindibile che le attività debbano svolgersi nella massima sicurezza”. Una premessa, quella contentuta nel fax di risposta della Capinateria, cui si aggiungono le previsioni della nuova normativa internazionale che prevede misure sempre più incisive per l’adeguamento dei porti agli standard di security internazionale. Condizioni dunque che, così come analizzato da Martello, mal si sposano con le attività della pesca “nella ulteriore considerazione dei numerosi incidenti che negli anni addietro sono occorsi ai non addetti ai lavori”.
Tornando alla proposta avanzata dai pescatori nonché gestori del sito www.pescareAmessina.it, “non vi sarebbero dei metodi selettivi idonei a stabilire gli aventi diritto all’assegnazione del pass, ed in ogni caso non si metterebbe al riparo l’incolumità dei fruitori occasionali del porto, che resterebbero comunque esposti ai rischi tipici dei luoghi di lavoro, presenti nell’ambito di attività portuali”. Una risposta ben articolato che non lascia dunque speranza e soprattutto spazio ai tanti pescatori di poter tornare a gettare l’amo di fronte la Madonnina.
