Tragedia Messina. La sfogo di una lettrice: -Ricominicare? Da dove?-

Tragedia Messina. La sfogo di una lettrice: -Ricominicare? Da dove?-

Tragedia Messina. La sfogo di una lettrice: -Ricominicare? Da dove?-

domenica 11 Ottobre 2009 - 19:10

Domenica sera: fatti anche i funerali della nostre povere vittime, ci resta un silenzio assordante e il cuore pieno di rabbia. Ma dove la prenderemo domani la forza per tornare ai nostri posti di lavoro e ricominciare? Bisognerà mettere a tacere il cuore e quel rumore che ogni tanto risuona nelle orecchie, il fragore dell’acqua e del fango che ha portato via tutto, le case, le persone e tutte le loro cose, che ci ha rubato la serenità.

Il dolore è tanto, la rabbia altrettanto, e ci spingono a trovare un responsabile di turno, il Sindaco, il Capo del Governo… ma forse non abbiamo il coraggio di dirci la verità, i veri responsabili siamo noi stessi, cittadini di questa sfortunata città, che abbiamo lasciato che facessero del nostro territorio quello che gli speculatori e i disonesti hanno voluto. Tanta solidarietà non si era mai vista, vi siete chiesti il perché? Ognuno di noi sa ciò che è stato fatto sotto i nostri occhi da ignavi.

E’ giunto il momento di cambiare: il primo passo è unirci in associazioni. Sarebbe bello da domani vedere aumentare il numero dei soci delle associazioni ambientaliste. E tramite loro portare avanti le opportune iniziative, anche per sostenere il sindaco che in questo momento sembra incapace di svolgere il suo ruolo primario, cioè proteggere i cittadini.

Le cose da fare sarebbero tante, come le domande da cui partire: dove sono andati a finire gli svariati miliardi di euro provenienti dalle Comunità Europea per il riassetto del territorio di cui si parla in televisione? perché non si fa niente per sanare le innumerevoli altre frane che da anni devastano il nostro territorio? Gli abitanti di Giampilieri avrebbero diritto ad essere sostenuti nella loro battaglia da tutti i cittadini di Messina. Domenica sera: si spengono i riflettori, ma per noi messinesi comincia il lavoro più duro.

Maria Cucè

(foto Dino Sturiale)

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