Resta in carcere Ferdinando Pierri. Lo ha deciso il Tdl che ha confermato l’arresto per il dipendente dell’azienda di viale Giostra, accusato di aver chiesto ad una donna 2 mila euro per non farle pagare una bolletta d’oro di 15mila euro
Confermato il carcere per Ferdinando Pierri, il dipendente dell’Amam arrestato per concussione il 23 dicembre nell’ambito dell’inchiesta “bollette d’oro”. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame che ha disposto che l’addetto allo sportello rimanga dietro le sbarre rigettando il ricorso presentato dal suo legale.
Approfittando della sua postazione all’ufficio relazioni con il pubblico Pierri ha intercettato una signora di 50 anni alla quale era arrivata una bolletta di 15mila euro per una casa di campagna a Spartà, in cui la signora, single e casalinga, non si recava da tempo. Alla richiesta della cinquantenne di una verifica sulla somma arrivatale e sull’eventuale possibilità di dilazionare il pagamento, Pierri ha invitato la signora ad uscire dalla sede dell’Amam sul viale Giostra e una volta fuori, le ha proposto un accordo. Se gli avesse dato 2mila euro avrebbe pensato lui a risolvere la questione.
