Università. Ventuno indagati nell'inchiesta sul servizio di vigilanza all'interno del Policlinico. Sotto inchiesta anche la moglie del rettore, Melitta Grasso

Università. Ventuno indagati nell’inchiesta sul servizio di vigilanza all’interno del Policlinico. Sotto inchiesta anche la moglie del rettore, Melitta Grasso

Università. Ventuno indagati nell’inchiesta sul servizio di vigilanza all’interno del Policlinico. Sotto inchiesta anche la moglie del rettore, Melitta Grasso

mercoledì 20 Ottobre 2010 - 17:35

Abusando della sua qualifica amministrativa al Rettorato e del suo ruolo di coniuge di Tomasello, la Grasso avrebbe indotto l'amministratrice di vigilanza dell'agenzia investigativa a consegnarle 20mila euro al mese

Sono ventuno gli indagati al termine delle indagini nell’inchiesta sul servizio di vigilanza all’interno del Policlinico. Tra gli indagati spicca il nome di Carmela Grasso, -Melitta- la moglie del rettore, ma anche quello del viceprefetto aggiunto Gabriella Ciriago, il dirigente dell’Ufficio Demografico del Comune Carmelo Altomonte e l’avvocato Antonino Lo Giudice.

Nell’inchiesta -Detective- portata avanti dal sostituto procuratore Adriana Sciglio e dal procuratore aggiunto Ada Merrino i ventuno indagati sono accusati a vario titolo di di estorsione, concussione, minacce, rivelazione di segreto d’ufficio, appropriazione indebita con l’aggravante di prestazioni d’opera, truffa, turbativa d’asta, falso in bilancio e falsa testimonianza.

Oggi la chiusura indagini è stata comunicata oltre che alla moglie del rettore Franco Tomasello, Carmela Grasso, al viceprefetto aggiunto Gabriella Ciriago, al dirigente del Comune di Messina, Carmelo Altomonte, e all’avvocato, Antonino Lo Giudice anche a Emanuele Galizia, Giuseppe Giammillaro, Salvatore Formisano, Cristina Corio, Antonina Corio, Daniela Corio, Natala Corio, Massimiliano Carrozza, Pietro Sofia, Pietro Previte, Giuseppe Marisca, Marco Lenci, Pietro Cacace, Federica Cacace, Vincenzo Savasta, Salvatore Privitera, Maria Russo.

Nel corso delle indagini affidate alla Guardia di Finanza e riguardanti il servizio di vigilanza del Policlinico affidato a -Il Detective Srl-, sarebbe emerso il ruolo della moglie del rettore che -abusando della sua qualifica di assistente amministrativo presso la divisione Segreteria Rettorato e del suo ruolo di coniuge del Rettore dell’Università degli Studi di Messina, induceva l’amministratrice di vigilanza dell’agenzia investigativa, aggiudicataria di appalti riconducibili all’Azienda Ospedaliera Universitaria, a consegnarle la somma mensile di 20mila euro e a farle periodicamente costosi regali-.

Al viceprefetto Ciriago viene contestata la rivelazione di segreto d’ufficio, perché avrebbe consegnato documenti sui procedimenti in corso.

Falsa testimonianza è l’accusa per l’avvocato Lo Giudice, mentre il dirigente del Comune di Messina Altomonte avrebbe attestato una firma apposta da un soggetto che invece risultata assente.

Nel corso delle indagini sarebbe emerso anche un giro di estorsione ai danni dei dipendenti dell’agenzia investigativa, ai quali sarebbe stato imposto il pagamento dello straordinario in nero. Se avessero rifiutato l’accordo, scattava il licenziamento.

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