Velata polemica tra Mario Pizzino e Ardizzone. L’intervento del politico non è piaciuto al dirigente

Velata polemica tra Mario Pizzino e Ardizzone. L’intervento del politico non è piaciuto al dirigente

Velata polemica tra Mario Pizzino e Ardizzone. L’intervento del politico non è piaciuto al dirigente

lunedì 19 Ottobre 2009 - 23:56

L’accusa contro gli ingegneri, che “sono troppi” rispetto ai geologi, scuote l’ordine che ribatte con un “se ci danno la possibilità con il Prg votato dai politici noi costruiamo”. Interessanti passaggi su previsioni meteo settoriali e motivazioni sugli interventi mai attuati a Giampilieri

Ci mancava la polemica nelle “fondamenta del Comune”. Non è piaciuto all’ordine degli ingegneri di Messina di cui Mario Pizzino – ex dirigente comunale di protezione civile in varie trance tra il 1999 e il 2007 – ne è componente l’uscita dell’On. Regionale, nonché Vice Sindaco Ardizzone sulla costruttibilità legalizzata che da anni invade colline e centro città. L’Onorevole Ardizzone, come sappiamo, ha proposto un Ddl regionale allo scopo di bloccare qualsiasi nuova autorizzazione edilizia, e non quelle in essere, in tutta la regione; provvedimento che ha accolto il favore di numerosi componenti dell’Assemblea, cofirmatari dell’intervento, e dei cittadini che vedono in questo un buon strumento iniziatico per moderare la catastrofica situazione in cui versa la città dello stretto e la Regione intera.

L’argomentazione di Ardizzone, che sostiene come siano necessari più geologi e meno ingegneri, nelle parole di Pizzino all’approfondimento di Caffo su Tcf, suona come una attacco alla categoria dei progettisti. Pizzino, favorevole ovviamente a future ed imponenti costruzioni, manda all’Onorevole una piccola frecciatina ricordando che a consentire agli ingegneri di mettere in atto le loro idee costruttive sono i Piani Regolatori approvati dalle classi politiche che si sono succedute negli anni nella nostra città. “Gli ingegneri – dice il dirigente comunale – operano professionalmente nelle opportunità e negli strumenti urbanistici che la classe politica approva”. Lo scopo dell’intervento è chiaro e si può ricondurre, sintetizzando, in un invito alla riflessione e nel fare ammenda su chi gli strumenti in cui gli ingegneri operano li ha adottati. Più volte abbiamo sentito il termine coniato nell’occasione del nubifragio di “abusivismo legalizzato” e nelle parole del dirigente questo termine non detto risuona sotto le righe. Fermo restando che è chiaro che un solo geologo al Comune è senz’altro insufficiente, a Pizzino non è andato giù il confronto con il numero degli ingegneri che probabilmente ha poca attinenza col problema Messina.

Alcuni passaggi del suo intervento possono essere ritenuti molto interessanti soprattutto perché riferiti a momenti storici ben definiti. Dichiaratosi favorevole alle opere faraoniche come il ponte sullo stretto, l’Ing. Pizzino, tra i primi a recarsi a Giampilieri poche ore dopo il nubifragio del primo ottobre, sembra abbia cognizione dei motivi che in città portano alla costruzione dei palazzoni a dieci piani e all’invasione delle colline. Parlando di avvisi meteo ribadisce le caratteristiche che più volte abbiamo ascoltato, e cioè l’impossibilità di sapere per tempo dove e quando la pioggia assassina cadrà. A tal proposito il dirigente informa che già anni fa si parlava di un accordo tra Comune e aeronautica militare nella possibilità di attuare previsioni specifiche di carattere quantitativo di pioggia che potrebbe cadere e dove questa può divenire pericolosa per il territorio. Uno strumento di dettaglio che l’aeronautica può, e poteva fornire o sotto commissione del Comune o della protezione civile. Anche se ribadisce come i cittadini non possono prendere sul serio continue indicazioni di pericolo che, in breve produrrebbero assuefazione e dunque non più ascoltate, sarebbe comunque opportuno prendere in considerazione (pretendere forse sarebbe il termine più azzeccato) uno studio previsionale serio su un territorio geologicamente bistrattato come il nostro. Pizzino parla anche dell’alluvione del 2007 quando lui, anche all’ora, si trovava dopo poche ore sul posto per costatare, dopo l’invito dello sfortunato commissario Sinatra, la situazione ed i suoi sviluppi. L’ingegnere, infine, sostiene che gli Enti preposti si sono attivati nel 2007 ma concretamente la struttura comunale, assolta dal dirigente, è rimasta estranea per mancanza di finanziamenti e ribadisce come gli atti decisionali sono stati attuati in altre sedi lontane dall’amministrazione Messinese.

Sperando di non attendere anni prima dell’approvazione del Ddl Ardizzone e, soprattutto di strumenti essenziali come il PAI e il PPR, qualsiasi provvedimento a tutela del territorio, e soprattutto dei cittadini, è ben accolto. Ma allo stesso tempo un azione forte, come sostenuto da Pizzino, nel pretendere previsioni meteo a carattere territoriale diviene imprescindibile per evitare, o meglio, diminuire al minimo i rischi per l’incolumità dei cittadini.

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