Crocè: “Le poste in gioco non sono solo gli stipendi dei lavoratori, ma anche il rispetto della legalità, dei diritti e dell’utenza”. E sull’assessore: “Non è comprensibile in quale parte del campo stia giocando”
«Il sindaco Buzzanza e l’Assessore Aliberti sembrano caduti dal pero, quando affermano che la CGIL deve riconsiderare la situazione per il bene dei lavoratori. Se l’Amministrazione avesse seguito quanto proposto dalla CGIL, i lavoratori della Cooperativa Futura avrebbero avuto tutti gli stipendi già due mese fa». Così il segretario generale della Fp Cgil, Clara Crocè, in merito alla richiesta sindacale di sollecitare il pagamento diretto dei lavoratori. Una posizione diversa rispetto a quella assunta dagli altri confederati, Cisl Fp e Uil Fpl, che chiedono al Comune e nello specifico al Ragioniere Generale, Ferdinando Coglitore, di sbloccare i pagamenti delle fatture alla Cooperativa Futura (vedi articolo correlato).
«La vertenza Futura è per certi versi esemplare. Ne sono perfettamente consapevoli sia il Sindaco Buzzanca che l’Assessore Aliberti – continua la Crocè – laddove si consideri che le poste in gioco non sono solo gli stipendi dei lavoratori, ma anche il rispetto della legalità, dei diritti dei lavoratori e dell’utenza. Diritti, in questi anni, sistematicamente compressi e violati dai vertici della cooperativa Futura. Ci chiediamo quale legge richiami il Sindaco di Messina nella vertenza Futura. Forse quella che ha consentito all’Amministrazione Comunale di pagare direttamente i modelli F24 (contributi per il rilascio del DURC) sostituendosi alla cooperativa? Spieghi i motivi per i quali non abbia riservato lo stesso trattamento per gli stipendi arretrati dovuti lavoratori? In fondo i lavoratori e la FP CGIL non hanno fatto altro che chiedere lo stesso trattamento riservato alla cooperativa Futura».
«Ci domandiamo inoltre – continuano Clara Crocé e Angela Passari, responsabile del settore- i motivi per i quali non viene applicata la legge e i contratti che prevedono che le cooperative che violano le norme contrattuali debbano essere espulse dagli appalti e debbano essere risolti i contratti in essere. Normativa più volte richiamata anche in sede Prefettizia. E infine perché non riservare lo stesso trattamento a quelle cooperative che gestiscono i servizi sociali per conto del Comune? Quelle stesse cooperative che con comprensibile fatica pagano regolarmente contributi e stipendi ai lavoratori e che comunque non violano i più elementari diritti».
Poi una richiesta di chiarimenti all’Aliberti, sulle posizioni assunte: «Non è comprensibile in quale parte del campo stia giocando: in conferenza stampa con il deputato regionale Cateno De Luca attacca la cooperativa; mentre nella qualità di Assessore Comunale ai servizi sociali mette in campo ogni azione per salvare la cooperativa.
