Vertenza Stretto. L'Orsa torna a farsi sentire

Vertenza Stretto. L’Orsa torna a farsi sentire

Vertenza Stretto. L’Orsa torna a farsi sentire

mercoledì 05 Dicembre 2007 - 16:19

Il 22 novembre l’ultimo incontro per tentare di venire a capo all’annosa vertenza Stretto. Ma sono trascorse due settimane e nulla sembra essersi mosso. L’OrSa torna a far sentire la propria voce e lo fa con una lettera inviata al Prefetto, a Rfi, alla società Garibaldi, alla Capitaneria di Porto e alle varie istituzioni.

“Le aspettative create dall’avvicendamento al vertice della Direzione Navigazione di RFI, non hanno fin qui avuto l’auspicato riscontro – spiega Mariano Massaro, (nella foto) delegato regionale OrSa settore navigazione – L’insediamento dell’Ing. Filippo Palazzo non ha ancora prodotto l’annunciata rottura con la passata gestione del Ragioniere Francesco Ceci-.

Nell’occhio del ciclone l’immobilità della società di trasporto pubblico. “La vertenza dello Stretto resta irrisolta nei suoi punti focali – prosegue Massaro – nonostante il chiaro mandato del Ministro Bianchi e l’intervento del Prefetto Alecci, RFI non accenna ad alcuna iniziativa mirata al superamento della precarietà. Rocambolesca ed offensiva per la dignità dei lavoratori l’organizzazione che RFI e la Soc. Coop. Garibaldi intendono adottare per il servizio di pulizia nelle navi, si persiste nello sperperare risorse pubbliche senza approdare alla soluzione definitiva-.

“In tanti anni di rappresentanza sindacale nell’ambito marittimo -afferma Massaro- non mi era mai capitato di sentire parlare di lavoratori che possono operare solo durante la sosta in porto delle navi mentre in navigazione sono da considerare semplici passeggeri senza alcuna tutela. Si tratta di un espediente ai confini della legalità che permette agli armatori di risparmiare sulle indennità da riconoscere al personale addetto alla pulizia che, secondo il codice della navigazione, andrebbe regolarmente imbarcato. I marittimi senza libretto di navigazione sono un’invenzione tutta messinese che la Capitaneria di Porto continua inspiegabilmente a permettere contro ogni principio del diritto della navigazione-.

-Se non s’interviene energicamente per porre un argine a questa deriva di libertinaggio nel traghettamento dello Stretto, presto saremo costretti a registrare il completo collasso del settore. L’OrSa ed i lavoratori dello Stretto pretendono il rispetto degli impegni assunti da RFI in sede ministeriale -continua Massaro- i continui rimbalzi di responsabilità per non rispondere alle aspettative dei lavoratori sono tecnica logora che non tarderà a riaccendere la lotta-.

Mariano Massaro conclude in toni molto duri e rivolgendosi la ministro Bianchi lo informa che -un suo disinteressamento all’ennesima “furbata- di RFI, vedrà l’unificazione della vertenza dei precari con quella dei dipendenti della soc.Garibaldi in una mobilitazione senza precedenti-.

Nella sezione download il testo integrale della lettera spedita dall’Orsa

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