Lungo incontro a Palermo tra sindacati e vertici Rfi. Presente anche l’ing. Palazzo che afferma: «Le corse diminuiscono perché non ci sono treni che attraversano lo Stretto». I sindacati confermano lo sciopero di giorno 21 e chiedono un confronto tra rappresentanti d’azienda, di governo regionale e statale
La vera sorpresa del lungo incontro tenutosi questo pomeriggio a Palermo tra lavoratori, sindacati e vertici aziendali ha un nome ed un cognome: Filippo Palazzo. Proprio lui, il responsabile del settore navigazione di Rfi negli ultimi mesi tanto richiesto e tanto atteso in riva allo Stretto, ha preso parte al confronto tenutosi oggi nel capoluogo siciliano e voluto della stessa società di trasporti. Palazzo, che come scritto questa mattina ha preso parte al dibattito organizzato dal Rotary Club sulla situazione dei trasporti da e per la Sicilia, non ha mancato l’appuntamento palermitano a cui ha partecipato anche l’ing. Pagani, in rappresentanza di Trenitalia.
Rfi e Trenitalia, due facce della stessa medaglia…o quasi. Inevitabile, infatti, anche alla luce di quanto detto nel corso del pomeridiano appuntamento e riferitoci dal Segretario regionale dell’OrSa settore navigazione Antonino D’Orazio, presente all’incontro, fare alcune precisazioni, anzi precisare “ruoli” e funzioni. Partendo proprio da Rfi, acronimo di Rete Ferroviaria Italiana, società dell’Infrastruttura, costituita il 1 luglio del 2001 e controllata al 100% dal Gruppo Ferrovie dello Stato, che garantisce la sicurezza della circolazione ferroviaria sull’intera rete, sviluppa tecnologia dei sistemi e dei materiali ed assicura il mantenimento in efficienza della rete stessa. Realtà diversa, ma facente parte sempre dell’unica grande “famiglia” FS, Trenitalia incaricata di gestire i servizi rivolti all’utenza e, dunque, le varie tratte ferroviarie.
Una “differenza” da considerare e soprattutto da non sottovalutare nel valzer delle responsabilità che ruota attorno alla complessa situazione della mobilità nell’area dello Stretto. «Dopo le prime tre ore di confronto che non hanno portato a nessun risultato – afferma infatti il responsabile dell’OrSa – l’ing Palazzo, che ci ha stupito veder prendere parte all’incontro, è intervenuto nel dibattito ponendo una questione che ci ha spiazzato non poco». Il rappresentante di Rfi avrebbe infatti dichiarato di essere disposto ad aumentate il numero dei treni da traghettare nonostante la flotta vetusta, ma il problema e che di treni a cui far attraversare lo Stretto ce ne sono sempre meno. «Ed è a questo punto – aggiunge D’Orazio – che entra in ballo Trenitalia che abbiamo scoperto pagare ad Rfi 1.500 euro per il traghettamento più 246 euro per effettuare le manovre di entrata delle carrozze a bordo delle navi. Anche questo incide nella riduzione del numero delle corse verso l’isola».
A questo punto entrano “in ballo” governo regionale e nazionale: «Per i treni a lunga percorrenza – spiega D’Orazio – esistono delle apposite convenzioni stipulate con la regione che tuttavia, a propria volta, batte cassa al governo nazionale che negli ultimi tre anni ha ridotto a 25 milioni le risorse stanziate per i trasporti del sud». Una matassa difficile da sbrogliare di cui però sindacati e lavoratori, molti dei quali a rischio licenziamento, intendono trovare il “capo”. Per farlo la proposta è quella di convocare un nuovo tavolo di confronto tra rappresentanti d’azienda, di istituzioni regionali e nazionali: «È necessario che la chiarezza arrivi prima di tutto dai “piani alti” – afferma il segretario OrSa – altrimenti si rischia solo di colare ancor più a picco». Confermato intanto lo sciopero di giorno 21 con possibilità di “variazione” (evitare cioè il blocco di 24 ore), qualora l’incontro richiesto dalla organizzazioni sindacali avvenga prima di giorno 21 dove a Messina è in programma un sit-in di fronte la Prefettura.
(foto Dino Sturiale)
