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Vertenza Tourist-Caronte: l’azienda non recede e i lavoratori confermano la protesta del 26 ottobre

Vertenza Tourist-Caronte: l’azienda non recede e i lavoratori confermano la protesta del 26 ottobre

sabato 20 Ottobre 2007 - 11:20

Per i lavoratori della Tourist-Caronte, lo stato di agitazione non si placa. La società di navigazione non dà segni di conciliazione nella trattativa per il contratto integrativo e così, il 26 ottobre, i dipendenti bloccheranno il traffico navale privato con le immaginabili conseguenze su quello veicolare urbano. Stavolta, però, tutto si svolgerà nel rispetto della legge.

I sindacati CGIL,CISL e UIL hanno, infatti, indetto lo sciopero di 8 ore secondo le procedure previste. Proclamato anche l’appoggio della sigla autonoma Orsa. Il segretario provinciale, Mariano Massaro ha dichiarato: “anche i marittimi RFI scenderanno in piazza a fianco dei lavoratori Tourist-Caronte-. Questo per evitare un “remake- di quello che è successo due giorni fa: dirottamenti degli autotrasportatori da un lato all’altro della città e file interminabili di mezzi pesanti ed autoveicoli per ben 24 ore. In quella occasione, gli autotrasportatori inferociti erano stati autorizzati da Bluvia ad attraversare il centro urbano per raggiungere da Tremestieri il Molo della Stazione Marittima.

I dipendenti Tourist-Caronte si rivoltano contro il mancato pagamento della quota di salario prevista dal contratto integrativo, scaduto il 31 dicembre 2006. “La concessione di questi compensi diventa necessaria per garantire la continuità del servizio-, spiega il Segretario Provinciale CISL Trasporti, Enzo Testa.

“Il loro contratto nazionale è stato rinnovato. Ma chiedono il rinnovo di quello di secondo livello-, ribadisce il sindacalista. “Invece, l’impresa ha avanzato una proposta economica insufficiente. Il salario verrà aumentato solo in funzione dei tagli del personale. In termini semplici, chi produrrà di più e compenserà il lavoro dei licenziati, verrà retribuito maggiormente-.

-Il ragionamento di un’azienda è sempre rivolto ad incrementare la produttività-, puntualizza Testa. “Ma non si può pretendere un superlavoro da parte dei propri subordinati. Per questo, approviamo la protesta per un certo numero di ore, nel rispetto della normativa 146 del ‘90 che regolamenta il diritto allo sciopero per i pubblici servizi-.

“Le sigle sindacali hanno sostenuto le ragioni dei lavoratori nel corso dell’incontro con il Prefetto di Messina, Francesco Alecci, avvenuto nei giorni scorsi-, racconta l’esponente CISL Trasporti. “Il rappresentante locale del governo ha cercato di mediare i toni ma non può intervenire sulla disposizione dei turni di lavoro o su altri provvedimenti tecnici-.

Di certo, il Prefetto potrebbe ereditare i “poteri speciali per l’emergenza viabilità- dal decaduto sindaco anche la prossima settimana. Ma rimane in campo, come un macigno, la decisione di ridurre le tabelle di armamento assunta dal Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, di cui ricordiamo le promesse di stabilizzare i precari RFI, di attuare 20 assunzioni Tourist-Caronte e 44 dei marittimi della Garibaldi.

Sorge però un problema di non poco conto: durante lo sciopero del 26 ottobre, come verranno dirottati i tir al molo di Tremestieri? Gli approdi della zona sud riusciranno a sostenere il pressante stoccaggio dei mezzi pesanti?

In attesa di strategie del settore Viabilità, arriva la concreta assegnazione degli imbarchi di Tremestieri all’autorità portuale. Il decreto, datato ottobre 2006, entra in vigore e permette al commissario Silvio Di Virgilio di potenziare quell’area con i criteri dell’emergenza.

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