Le leggi ci sono ma non vengono rispettate. E’ questa la denuncia della Lida (Lega Italiana per i Diritti dell’Animale) i cui volontari, dopo numerose segnalazioni di violazione della Legge n.189 sul -divieto di maltrattamento degli animali-, hanno verificato che quotidianamente giungono cucciolate abbandonate per strada, cani detenuti in condizioni pietose, randagi feriti e malati, avvelenati e seviziati.
-Mesi di fuoco per gli animali e per i volontari – spiega il presidente Annalisa De Luca Cardillo – che, lasciati soli dalle istituzioni latitanti, da settimane ci troviamo ad affrontare queste emergenze.-
-Non possiamo fare a meno di prodigarci per curare questi animali, così come, peraltro, ci si attenderebbe da qualsiasi persona civile – dichiara De Luca Cardillo – ma ormai è impossibile fronteggiare emergenze così frequenti, visto che la L.I.D.A. non gestisce strutture né ha mai chiesto contributi pubblici di qualsivoglia natura-.
Mentre il Comune di Messina ha già concluso da anni le pratiche per l’istituzione di un ambulatorio comunale per le sterilizzazioni dei randagi, a Villafranca Tirrena e limitrofi il randagismo e la tutela degli animali sono tematiche ignorate dall’Amministrazione: De Luca Cardillo ha chiesto al Sindaco, Pietro Giovanni La Tona, di attivarsi per realizzare un ambulatorio veterinario comunale deputato alle operazioni di sterilizzazione dei randagi, alle prime cure e pronto soccorso nei casi di investimento, ferimento ecc., così come previsto dalla Legge 281/1991, dalla Legge Regionale 15/2000 e dal Decreto Presidenziale 12 gennaio 2007 n.7. In ultimo, la L.I.D.A. ha proposto al Comune di attuare convenzioni con professionisti e/o ambulatori privati per i casi di animali randagi in difficoltà.
-Come spesso capita, dal Municipio non è giunta alcuna risposta e così la situazione peggiora di giorno in giorno. A doverci accollare sacrifici e responsabilità immani rimaniamo noi volontari. Il comune ha solo pensato di convenzionarsi con un canile fuori provincia deportando così i problemi in altro luogo. Rinchiudere animali in canili è una pratica obsoleta che provoca oltre che danno agli animali danno all’erario.- – Continua De Luca Cardillo – -Il Sindaco, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, è l’autorità competente sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali e contro il randagismo; le conseguenze delle inadempienze del Comune non possono ricadere sulla buona volontà dei volontari e dei cittadini che, tra mille difficoltà, sono costretti a sopperire a tali croniche omissioni. Forse per dialogare con il sindaco dobbiamo usare il mezzo stampa?-.
