Villafranca Tirrena, la Lida denuncia il massiccio abbandono di animali

Villafranca Tirrena, la Lida denuncia il massiccio abbandono di animali

Villafranca Tirrena, la Lida denuncia il massiccio abbandono di animali

sabato 15 Dicembre 2007 - 10:55

Le leggi ci sono ma non vengono rispettate. E’ questa la denuncia della Lida (Lega Italiana per i Diritti dell’Animale) i cui volontari, dopo numerose segnalazioni di violazione della Legge n.189 sul -divieto di maltrattamento degli animali-, hanno verificato che quotidianamente giungono cucciolate abbandonate per strada, cani detenuti in condizioni pietose, randagi feriti e malati, avvelenati e seviziati.

-Mesi di fuoco per gli animali e per i volontari – spiega il presidente Annalisa De Luca Cardillo – che, lasciati soli dalle istituzioni latitanti, da settimane ci troviamo ad affrontare queste emergenze.-

-Non possiamo fare a meno di prodigarci per curare questi animali, così come, peraltro, ci si attenderebbe da qualsiasi persona civile – dichiara De Luca Cardillo – ma ormai è impossibile fronteggiare emergenze così frequenti, visto che la L.I.D.A. non gestisce strutture né ha mai chiesto contributi pubblici di qualsivoglia natura-.

Mentre il Comune di Messina ha già concluso da anni le pratiche per l’istituzione di un ambulatorio comunale per le sterilizzazioni dei randagi, a Villafranca Tirrena e limitrofi il randagismo e la tutela degli animali sono tematiche ignorate dall’Amministrazione: De Luca Cardillo ha chiesto al Sindaco, Pietro Giovanni La Tona, di attivarsi per realizzare un ambulatorio veterinario comunale deputato alle operazioni di sterilizzazione dei randagi, alle prime cure e pronto soccorso nei casi di investimento, ferimento ecc., così come previsto dalla Legge 281/1991, dalla Legge Regionale 15/2000 e dal Decreto Presidenziale 12 gennaio 2007 n.7. In ultimo, la L.I.D.A. ha proposto al Comune di attuare convenzioni con professionisti e/o ambulatori privati per i casi di animali randagi in difficoltà.

-Come spesso capita, dal Municipio non è giunta alcuna risposta e così la situazione peggiora di giorno in giorno. A doverci accollare sacrifici e responsabilità immani rimaniamo noi volontari. Il comune ha solo pensato di convenzionarsi con un canile fuori provincia deportando così i problemi in altro luogo. Rinchiudere animali in canili è una pratica obsoleta che provoca oltre che danno agli animali danno all’erario.- – Continua De Luca Cardillo – -Il Sindaco, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, è l’autorità competente sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali e contro il randagismo; le conseguenze delle inadempienze del Comune non possono ricadere sulla buona volontà dei volontari e dei cittadini che, tra mille difficoltà, sono costretti a sopperire a tali croniche omissioni. Forse per dialogare con il sindaco dobbiamo usare il mezzo stampa?-.

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