Iniziative e manifestazioni per ricordare una pagina illustre della storia messinese
Si è svolta stamani la conferenza stampa in onore del “Bicentenario dello sbarco francese in Sicilia, prontamente respinto dagli abitanti di Mili, Galatie e S. Stefano Briga”, in cui sono intervenuti Marco Grassi, il Pres. dell’Associazione Amici del Museo Riccobono, lo storico messinese Alessandro Fumia e l’Assessore Caronia. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Messina e promossa dall’Associazione Amici del Museo insieme alla Sezione di Messina dell’Istituto Italiano dei Castelli e con la Delegazione di Sicilia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, prevede nel corso dell’anno 2010-2011 tutta una seria di iniziative che avranno inizio già domani.
Giorno 18 settembre alle ore 18:30, infatti, verrà celebrata una Santa Messa nella Chiesa di San Marco Evangelista nel paese di Mili San Marco, per ricordare l’evento nel monumento che nel 189 fu ricostruito da Ferdinando II di Borbone, per riconoscenza all’eroismo e alla fedeltà dei paesani combattenti.
Il prossimo appuntamento è invece giorno 3 ottobre alle ore 10:30 presso il Castello di Rufo Ruffo a Scaletta Zanclea, in cui verrà presentata una Conferenza sulle Fortificazioni della Riviera Jonica Peloritana tra il XVIII e il XIX secolo, costrutie per difendersi dal pericolo di un’eventuale sbarco francese.
Infine, al termine della manifestazione nel settembre 2011 è previsto il recupero del monumento, che a suo tempo collocato nella piazza principale di Mili San Marco, fu costruito per la memoria dell’evento, grazie alla volontà del Re Ferdinando III di Borbone. In seguito all’Unità d’Italia fu smontato ed oggi si trova depositato nel Museo Regionale di Viale della Libertà.
L’evento commemorato rappresenta un momento importante non solo della storia di Messina, ma di tutta l’ Europa. Fu proprio duecento anni fa che l’Armata francese di Napoleone, sotto il comando del generale Cavaignac fu respinta durante il tentativo di occupare la Sicilia, unica porzione d’Europa insieme all’Inghilterra a non essere ancora conquistata da Napoleone, grazie anche all’eroismo e al coraggio degli abitanti delle Vallate di Briga, S. Stefano, Galati e Mili.
L’obiettivo della manifestazione è quello di “ricordare una pagina storica di Messina, ormai quasi dimenticata, ma molto importante nella storia del nostro territorio”, afferma il Dott. Marco Grassi. E sottolinea Riccobono: “la nostra città deve recuperare la propria memoria illustre”, la memoria di un evento storico di pregnante rilevanza che pone all’attenzione europea la città di Messina. Presente alla Conferenza anche l’Assessore Caronia, il quale ha posto l’accento sull’importanza di comprendere la nostra storia per capire i problemi della società attuale, affermando che “dobbiamo ricostruire il passato e mantenere la memoria comune, patrimonio importante da salvaguardare”. Alessandro Fumia, storico messinese, ha invece sottolineato che “l’obiettivo non è solo quello di recuperare la memoria, ma anche trovare il materiale storico che esalti quella memoria”. L’idea e la conoscenza di questo avvenimento è stata fino a questo momento del tutto marginale, come afferma lo storico, che nelle sue ricerche è riuscito a rintracciare documenti e testimonianze che indicherebbero un campo di battaglia molto più ampio di quello che finora era stato considerato, ma soprattutto ha scoperto che il motivo della furia combattiva degli abitanti messinesi sarebbe stata causata dalle molestie dell’esercito francese verso donne e bambini. Della battaglia sono inoltre pervenute ai giorni nostri due tamburi e la bandiera dell’Armata Francese, di cui sono sopravvissuti solo dei brandelli, custoditi nel deposito del Museo Regionale.
Foto Dino Sturiale
LETIZIA SALVO
