Si è tenuta ieri mattina, nei locali della galleria Fortuna Arte, la tavola rotonda, alla quale sono intervenuti Dario Tomasello, docente di Letteratura italiana contemporanea e Storia e critica del teatro, e Francesco Parisi, docente di Storia e tecnica del linguaggio fotografico.
L’incontro, che ha approfondito lo scenario storico in cui si colloca l’esperienza della legione straniera e il rapporto tra la fotografia e i frammenti di “vita vissuta”, è stato organizzato nell’ambito della mostra foto-documentaria “Con lo sguardo di un legionario – Immagini dal mondo della Legione Straniera”, con la collaborazione di Universiteatrali e Magika.
L’esposizione, inaugurata venerdì pomeriggio, documenta l’esperienza militare del legionario Armando Puglisi (1929-2003) nel decennio 1950-1960. 45 scatti, in bianco e nero, riscoperti e salvati dalla nipote Rita Puglisi, che ritraggono luoghi e personaggi caratteristici, momenti di vita cameratesca e militare, e sono contrassegnati sul retro dal timbro di uno studio fotografico attivo a Barcellona Pozzo di Gotto a metà del XX secolo, il che lascia supporre che gran parte del reportage sia proprio frutto dello stesso Puglisi.
«La Légion étrangère, la Legione Straniera francese, corpo d’elite ancora pienamente attivo nel seno dell’esercito francese, rappresenta una stridente anomalia rispetto all’idea di “esercito nazionale” che contraddistingue i corpi militari di tutti i paesi moderni. Infatti, i soldati della Legione, devono essere tassativamente “non-francesi” e non possono – di norma – combattere entro i confini francesi. Solo gli ufficiali sono francesi, così come la “lingua delle comunicazioni” ufficiali che – pur tra commilitoni della stessa provenienza – deve essere quella francese. La Legione Straniera nacque nel 1831, proprio in concomitanza con l’avvicendamento forzato tra Carlo X e Luigi Filippo, per affrontare “senza spargimento di sangue francese” le prime avvisaglie di guerre coloniali in Nord-Africa. È la svolta in materia di “eserciti mercenari”».
Lo spazio creativo di Fortuna Arte (Via del Vespro, 44), voluto e riqualificato dal fondatore Saro Gulletta e coordinato da Piero Serboli, è aperto al pubblico da giovedì a sabato, dalle 17 alle 20, e domenica, dalle 10 alle 12.30, sino al 31 ottobre.
