D’Amore illustra i risultati raggiunti con uno sguardo al futuro. Il taglio del nastro viene preceduto dalle parole accese di Ricevuto, che chiede lo stop dei commissariamenti e la trasformazione dell’Ente in Spa: «Questa non è una Fiera, né tantomeno internazionale». Gli altri interventi e un’ampia photogallery all’interno
La Fiera rappresenta il passato, il presente e il futuro della città. Piaccia o meno resta sempre e comunque un punto di riferimento del ferragosto messinese. E’ stata inaugurata ieri sera la 71esima edizione della Campionaria, alla presenza del Commissario straordinario Fabio D’Amore, del Sottosegretario di Stato – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Giuseppe Maria Reina, del sindaco Giuseppe Buzzanca, del Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, dell’Assessore regionale Istruzione e Formazione Professionale Mario Centorrino.
Tamburini a piedi, trombettieri, portastendardi, senatori, palafrenieri, hanno fatto da cornice al taglio del nastro e al suono della sirena che alle 21 in punto ha segnato l’inizio ufficiale della Campionaria. Un corteo storico, curato dall’architetto Nino Principato e dallo storico Enzo Caruso, ha riproposto la tradizione trecentesca animando le vie cittadine e annunciando, così come avveniva nel lontano 1296, l’inizio dell’attività fieristica. Sessanta figuranti in costume, cavalli e sbandieratori si sono ritrovati al molo di fronte l’ex-Palazzo Reale, attuale Dogana, per poi percorrere il viale San Martino, la via Santa Maria Alemanna, il corso Garibaldi e poi viale della Libertà. Il corteo ha fatto arrivo alla cittadella Fieristica intorno alle 20.00. Dopo la cerimonia del taglio del nastro inaugurale l’attenzione si è spostata sull’inaugurazione della mostra -La Trilogia delle Acqueforti-, di March Chagall e la -Storia di una Amicizia- di Jacob, Modigliani, Picasso, esposizioni posizionate nel padiglione 1A, area ex Irrera a Mare. Al primo piano esposto anche il manoscritto inedito di Ugo Foscolo ritrovato dal messinese Giacomo Fiordaliso.
Tanti i visitatori che sin dalle 19 hanno atteso l’apertura dei cancelli per vivere anche quest’anno un “momento di messinesità”. Non ancora tutti allestiti gli stand. Non mancano gli “angoli” dedicati alla vendita di prodotti da cucina, articoli di bigiotteria, giocattoli e naturalmente quelli riservati alle pause gastronomiche, sia per la degustazione di prodotti tipici che per il consumo fast-food. Il tutto in attesa di assistere al primo show del cartellone degli spettacoli, quello di Gabriele Cirilli, giunto in extremis in sostituzione di Maurizio Battista che ha dato forfait per un improvviso ed evidentemente più vantaggioso impegno lavorativo.
Ma la Campionaria, si sa, non porta con sé solo gioco, relax e shopping a buon prezzo. Così tocca ancora alla politica aggiungere un po’ di pepe al “lieto” contesto. Sulla scia degli attriti susseguitisi fino a qualche settimana fa, è il presidente della Provincia Nanni Ricevuto a rialzare leggermente i toni: «Diciamoci la verità, questa non è una Fiera, né tantomeno può essere considerata internazionale. Condivido l’idea che la manifestazione rappresenta un punto di aggregazione, un appuntamento per i messinesi, un’occasione per divertirsi. La Fiera di una volta non esiste più, i gloriosi tempi sono ormai alle spalle perché è la società ad essere cambiata. Oggi più che mai c’è bisogno di una radicale trasformazione, non si può più tirare a campare. Si deve procedere in direzione della trasformazione della società in Spa, inizialmente magari con una partecipazione pubblica ma guardando sempre ai privati. Dobbiamo ridefinire le finalità, guardando alle vocazioni del territorio». Ma Ricevuto va oltre, e lancia una provocazione: «Fino ad oggi abbiamo corrisposto tutte le quote all’Ente Fiera, poi se non sono arrivate a destinazione per questioni giudiziarie non è certamente colpa nostra. Se dovesse perdurare il commissariamento però, non verseremo più un euro. Non è una posizione contro D’Amore ma una valutazione esclusivamente politica che vale per tutte le altre realtà in questo momento prive di un consiglio di amministrazione, come l’Ente Porto o il Consorzio Asi. Anzi dico di più, avvieremo come Provincia le procedure per abbandonare questi organismi».
Prima del numero uno di Palazzo dei Leoni era intervenuto il sindaco Giuseppe Buzzanca, che sulla chiusura “dell’era dei commissariamenti” si era espresso allo stesso modo di Ricevuto. Il primo cittadino ha poi fatto riferimento al contesto generale e alle “note” dell’architetto Principato spiegando come «Messina abbia l’esigenza di riappropriarsi del ruolo che gli è stato consegnato dalla Storia». Anche il massimo rappresentante cittadino ha poi fatto presente come la Fiera non può rappresentare solo un momento di svago, ma ha la necessità di “allungarsi” sul territorio, raggiungendo luoghi che non siano la sola Cittadella.
Tirata in ballo a più riprese, anche dallo stesso Commissario, la questione dell’eventuale spostamento in un’altra area delle attività dell’Ente. Fabio D’Amore ha affermato: «Condividiamo i progetti previsti dal Prp sull’area che attualmente ospita le manifestazioni. In questa sede potrebbero ancora svolgersi la Campionaria, la Fiera della Nautica e quella di Natale, ma per appuntamenti settoriali appare inidonea. Noi siamo disposti a spostarci ma entro due anni bisognerà trovare una location adatta». Ex Sanderson? Intanto il tempo passa e una soluzione non è ancora stata individuata. Il Commissario ci tiene poi a sottolineare i traguardi raggiunti nel corso della sua gestione, su tutti il quasi azzeramento del debito pregresso con l’Autorità Portuale (il cerchio dovrebbe chiudersi a dicembre 2012) e il tentativo di elevare il livello degli eventi in programma durante i quindici giorni di apertura al pubblico (e oltre considerando il progetto di “Fiera aperta” che dovrebbe proseguire fino ad ottobre). Senza dimenticare gli obiettivi: 200mila accessi nella Campionaria e l’autosufficienza economica dell’Ente. «Quella di Messina è l’unica Fiera della Regione che ha i caratteri dell’internazionalità», ribadisce a più riprese D’Amore, che poi conclude: «Chiedo solo che non mi vengano messi i bastoni tra le ruote, poi se gli enti locali e regionali remeranno nella stessa direzione i risultati arriveranno».
Ad elogiare l’opera del Commissario ci pensa l’assessore regionale Mario Centorrino: «Ha praticamente salvato la Fiera», ha affermato, per poi rilanciare: «A me la Campionaria piace così», cercando di abbassare i toni dopo l’intervento piccante di Ricevuto. Infine il sottosegretario Giuseppe Reina, che ha parlato di Ponte sullo Stretto e del grande futuro che in tale ottica è destinata ad avere la città di Messina. L’arrivo dei tamburi fa quasi da sottofondo alla coda finale degli interventi. Ci sarà tempo per affrontare le questioni politiche e gestionali, tramutando confronti accesi, spunti, divergenze e condivisione di vedute in punti di forza per rilanciare la Fiera e più in generale il territorio. La vera sfida che tocca a politici e amministratori. Adesso il palcoscenico passa alla Rassegna. E saranno ancora una volta i messinesi ad esprimere il loro giudizio su quanto prodotto in questa edizione della Campionaria di agosto.
Emanuele Rigano – Elena De Pasquale
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