Quando la distanza non è solo geografica…
L’austera Torino e la generosa Messina: due città separate da migliaia di kilometri e da un modo di fare politica che le rende estremamente diverse, anche quanto l’ambito in cui si muovono riguarda un settore ‘leggero’ come quello degli spettacoli.
Come ormai noto, la città dello Stretto si prepara ad ospitare l’attesissimo concerto di Ligabue , che si terrà il prossimo 24 luglio allo Stadio San Filippo. L’evento musicale dell’anno – che ha già fatto registrare il boom di prevendite, con fans della rock star che arriveranno da ogni parte d’Italia – non ha mancato, in questi mesi, di suscitare polemiche, soprattutto in merito agli aspetti organizzativi ed economici.
Seppur tutti concordi sull’importanza dell’evento, c’è stato chi – come ad esempio i consiglieri comunali Nello Pergolizzi (Pdl)e Giuseppe Melazzo (Udc) – ha sollevato qualche obiezione sull’impegno in termini finanziari e logistici richiesto al Comune dalla ditta organizzatrice del concerto, la J.G.Angels s.r.l. di Catania.
Ufficialmente smentita l’ipotesi che Palazzo Zanca prelevi dalle proprie casse 100 mila euro , a tanto ammontava la somma espressamente richiesta dalla società catanese, il Comune ha comunque acconsentito alla concessione gratuita del San Filippo per 6 giorni; all’utilizzo dei parcheggi del Palazzetto dello Sport per i tir della produzione; ed a tutta una serie di servizi aggiuntivi, come ad esempio il servizio d’ordine pubblico, la presenza della Protezione civile e l’esclusiva dei locali bar, punti ristoro, spazi pubblicitari, spazi per la realizzazione di stand fieristici e promozionali all’interno dello Stadio. Il Comune in cambio, non intascherà un solo euro sull’incasso dei biglietti, i cui introiti andranno in larga parte alla produzione che ha organizzato il tour nazionale e in una percentuale del 4% alla J.G.Angels s.r.l.
Alla ‘magnanimità’ dimostrata in questa occasione dal Comune di Messina si contrappone il rigido modus operandi messo in campo amministrazione comunale di Torino per il concerto degli U2, previsto per il 6 agosto. Il Comune del capoluogo piemontese si era inizialmente mostrato piuttosto restìo concedere l’utilizzo dello Stadio Olimpico per ben due settimane ,e cioè dal del 21 luglio al 6 agosto, come richiesto dalla produzione internazionale. Alla fine, ha ceduto. Ma con il suo bel tornaconto: l’affitto dell’impianto gli frutterà 150 mila euro tondi, tondi, che andranno a rimpinguare le casse comunali.
