“Cuntami un cuntu”: il Parco dei Nebrodi pensa agli anziani - Tempostretto

“Cuntami un cuntu”: il Parco dei Nebrodi pensa agli anziani

Emanuela Giorgianni

“Cuntami un cuntu”: il Parco dei Nebrodi pensa agli anziani

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venerdì 03 Aprile 2020 - 12:54

Parte la campagna organizzata dal Parco dei Nebrodi per stare accanto, con storie, proverbi, poesie e racconti, alle persone anziane.

C’è qualcosa di positivo in ogni momento tragico. Anche durante questa emergenza. Si può utilizzare il particolare periodo che stiamo vivendo per rendersi ancora più utili con le persone sole.

Cuntami un cuntu

È questo lo scopo di “Cuntami un cuntu”, un modo per stare simbolicamente vicini ai nostri affetti, alle persone sole, agli anziani, custodi delle tradizioni locali e valorizzare le loro conoscenze. È la campagna, che parte dal Parco dei Nebrodi, per sostenere gli affetti che in questo momento sono al sicuro in casa e possono essere raggiunti con una semplice telefonata.

Una banca danti poetica

“Mettiamo a frutto questo momento, non solo con il supporto del nostro affetto a distanza ma, anche, per cercare di creare una banca dati della tradizione dei Nebrodi con proverbi, poesie, filastrocche che sono sicuramente utili in questo momento per tenere in esercizio la memoria e impedire il senso di abbandono, purtroppo, in agguato”. Sara La Rosa, responsabile della Comunicazione del Parco dei Nebrodi, lancia questo invito alla popolazione locale, per stare vicino ad una persona anziana, che sia un parente, un vicino di casa, un familiare che vive da solo e che ha bisogno del nostro sostegno.

Le storie che salvano

Il racconto della nostra storia, delle nostre tradizioni, può rivelarsi uno strumento utilissimo per riempire e dare un senso a queste giornate.

Un modo per tenere in esercizio la memoria e raccogliere storie che rischierebbero, altrimenti, di andare perdute. Un cordone con i nostri affetti più cari, per trasformare questo momento in una opportunità, per trascrivere antichi detti, fiabe, ricette, che possono sembrare banali ma il cui valore è immenso e incancellabile.

“Annotate i vostri ricordi, citando la zona di provenienza e la fonte: sarà possibile, ad emergenza cessata, raccogliere il materiale e pubblicarlo. Stiamo a casa in questo momento e cerchiamo di fare tesoro del tempo a disposizione per i nostri affetti” dichiarano.

Dai “cunti” ai telefonini il passo è breve: regaliamoci reciprocamente compagnia, non costa nulla e ne usciremo arricchiti sotto ogni aspetto.

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