Dal "terremoto" Schifani all'accordo Meloni-Cateno, l'analisi politica di Antonio De Luca

Dal “terremoto” Schifani all’accordo Meloni-Cateno, l’analisi politica di Antonio De Luca

Giuseppe Fontana

Dal “terremoto” Schifani all’accordo Meloni-Cateno, l’analisi politica di Antonio De Luca

mercoledì 28 Ottobre 2026 - 08:00

A pochi mesi dal voto, il capogruppo all'Ars del M5s traccia il punto parlando delle scelte dei leader e dell'alleanza romana tra FdI ed ScN: "Si è messo in un angolo"

MESSINA – Il terremoto Schifani, le Regionali sempre più vicine, l’accordo tra Giorgia Meloni e Cateno De Luca. Antonio De Luca, capogruppo all’Ars del Movimento 5 stelle, ha risposto alle domande di Tempostretto con la consueta trasparenza. Risposte dirette e chiare, per un’analisi che arriva a diversi mesi dalle elezioni, di cui ancora non si conosce la data (ottobre 2027?), ma nel pieno di un fermento politico che pone la Sicilia sempre più vicina a Roma.

De Luca: “Terremoto nel centrodestra, centrosinistra compatto”

“Nel centrodestra non c’è un assestamento, ma un terremoto che sta mostrando tutte le fratture di quella che è una congrega elettorale e non una coalizione politica – ha affermato Antonio De Luca, riferendosi ai giorni complicati vissuti di recente dal governo Schifani a Palermo -. Il centrosinistra invece è formato come coalizione. Bisognerà scegliere chi sarà l’interprete di un perimetro ben definito da tempo. Tant’è che ho sempre detto, quando Cateno De Luca diceva di stare a destra o a sinistra, che lui doveva restare a destra perché la sinistra è un’altra cosa”.

La scelta dei leader passa anche da Roma

Lo scacchiere è in corso di definizione e gli schieramenti si stanno via via assestando, ma mancano i candidati principali. Antonio De Luca ha spiegato che la scelta sarà “influenzata da entrambi i lati alle scelte dei leader nazionali. Noi stiamo discutendo chi dovrà essere il nostro a livello nazionale tra Conte e Schlein. Sicuramente sceglieremo con le primarie”. I ragionamenti romani avranno per forza di cose “refluenze” regionali, ha proseguito il pentastellato, che parlando della scelta del centrodestra, invece, ha parlato di “lunghissima notte dei lunghissimi coltelli”. E cioè la diatriba tra “Forza Italia, che vuole ribadire la propria centralità in Sicilia nonostante con Schifani abbia fallito, e gli altri partiti, Fratelli d’Italia in primis. Che però già esprimerà Giorgia Meloni come candidata nazionale”.

L’accordo Meloni-Cateno: “Lui si è messo in un angolo”

E l’accordo tra Meloni e Cateno De Luca può influenzare questa scelta? Antonio De Luca è sicuro: “Può influenzarlo, ma solo a casa di Cateno De Luca. Nel senso che oggi lui dovrà, anche se dice che non è così, assoggettarsi alle logiche romane del centrodestra che lui diceva di odiare. Da questo punto di vista per salvarsi si è messo in un angolo”.

L’astensionismo: “Arrivare uniti porterà la gente alle urne”

Infine una breve analisi sull’astensionismo. Come si riportano i cittadini alle urne? De Luca ha affermato che serve fare di tutto perché “è giusto che le persone vadano a votare e scelgano i propri rappresentanti. Maggiore affluenza alle urne significa maggiore legittimazione del governo che si insedierà, a prescindere che sia di destra o di sinistra. Sono convinto che, già presentandoci uniti e a differenza del passato come una contendente reale per la vittoria, faremo tornare tanta gente al voto. In passato la vittoria di Schifani era già scritta ancora prima di iniziare a votare. C’è stata tanta gente non schierata, che non voleva votare nè Schifani nè Cateno. Alla quale però non interessava neppure votare Pd o M5s vedendoli divisi e quindi impossibilitati a vincere. E che ha quindi scelto di non andare a votare. Magari arrivando uniti avremmo potuto raccontare una storia diversa. Sono convinto che stavolta buona parte di queste persone, vedendo possibile il trionfo della coalizione progressista, verrà a votare”.

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