Il segretario dem Barbagallo non si sbilancia sulle possibili intese con Sud chiama Nord per le regionali
SICILIA – “Per le Regionali il Pd vuole le primarie e Cateno De Luca è un nostro interlocutore”. A leggere ieri le dichiarazioni del segretario del Pd siciliano Anthony Barbagallo, sul quotidiano “La Sicilia”, si aveva conferma di uno dei tanti “si dice” della politica in vista della sfida per la Regione siciliana. Al contrario dei dirigenti dem di Messina, che schierano Antonella Russo come candidata sindaca di Messina, a Palermo il Partito democratico valuta eventuali alleanze del centrosinistra con Cateno De Luca. Ma poi arriva la precisazione del segretario del Partito democratico a Tempostretto: “Mi riferivo solo a Ispica. Le regionali? Ancora è presto”.
Barbagallo: “Sud chiama Nord un interlocutore, sta facendo vera opposizione a Schifani”
Si tratta di un tema destinato a provocare lacerazioni nel Pd messinese e nel centrosinistra. Un ostacolo è rappresentato dallo stile populista di De Luca, dagli eccessi verbali e dal suo pescare trasformista a destra e sinistra. A suo favore le capacità amministrative, l’esperienza all’Ars, un centrismo non estraneo ad alcune istanze progressiste e la forza elettorale nel territorio messinese, soprattutto se Federico Basile dovesse bissare il successo come sindaco.
Si legge sempre su “La Sicilia”: “Per Barbagallo la coalizione del centrosinistra deve essere «sempre più larga», al punto da tenere dentro Cateno De Luca. «Continuo a ritenere Sud chiama Nord un interlocutore, sia perché sta dimostrando di fare vera opposizione a Schifani e sia perché ci sono alcune realtà territoriali che, anche in queste ore, come Ispica, stanno lavorando a possibili intese come accaduto in passato a Carlentini e Licata»”.
De Luca e Barbagallo, dunque, non si punzecchiano più. Finito il periodo del dialogo con il presidente Schifani, probabilmente De Luca ha ripreso contatti con il Pd siciliano, costanti con il gruppo parlamentare dem spesso in polemica con il segretario. E la situazione a livello palermitano potrebbe far pensare pure a eventuali elezioni anticipate rispetto alla scadenza del 2027.
Lo scenario di possibili elezioni anticipate in Sicilia
All’Ars la maggioranza traballa, insomma. Il caso Iacolino ha provocato nuove lacerazioni nel governo regionale. Rimane, però, la debolezza del centrosinistra, chiamato a fare un salto di qualità sul piano dei contenuti e della classe dirigente. Contrastare una corazzata come quella del centrodestra, sul piano elettorale, non è un’impresa facile.
La foto è di repertorio.
