De Luca lancia il suo governo di liberazione: "Dimissioni di 36 deputati e poi primarie"

De Luca lancia il suo governo di liberazione: “Dimissioni di 36 deputati e poi primarie”

Gianluca Santisi

De Luca lancia il suo governo di liberazione: “Dimissioni di 36 deputati e poi primarie”

mercoledì 18 Marzo 2026 - 18:13

La presentazione del nuovo progetto oggi all'Ars: "Io non cerco Roma, resto in Sicilia e sono pronto per una grande coalizione costituente"

PALERMO – Un appello ai parlamentari siciliani: “Dimettiamoci e ridiamo la parola agli elettori”. Cateno De Luca lancia il suo nuovo progetto, il “Governo di Liberazione”, e indica quello che dovrebbe essere il passaggio politico per “aprire una nuova fase”. In sintesi: dimissioni di 36 deputati entro il 31 luglio per andare al voto ad ottobre, apertura della fase costituente, indizione di primarie per la scelta del candidato presidente e “la costruzione di un governo autorevole e non condizionabile”.

Questa mattina il progetto è stato presentato nella Sala Piersanti Mattarella dell’Ars. Un evento che si è concluso con la firma dell’atto costitutivo. “La Sicilia ha bisogno di una grande coalizione costituente, riformista, libera dagli interessi romani. È questa la vera sfida che lanciamo oggi dall’ARS con il Governo di Liberazione: mettere insieme tutte le forze responsabili per salvare la Sicilia e isolare chi ha scelto lo sfascio”, ha detto De Luca.

Nel suo intervento, il leader di Sud chiama Nord ha indicato quello che a suo avviso dovrebbe essere il percorso istituzionale necessario per aprire una nuova stagione politica: “Serve un passaggio netto. Se 36 deputati si dimettono insieme, si va al voto anticipato. L’appello è rivolto a tutti i 70 parlamentari, compreso Renato Schifani: avete il coraggio di ridare la parola ai siciliani? Noi siamo pronti”.

L’attacco al governo Schifani

“La verità è sotto gli occhi di tutti – ha continuato De Luca – questo governo è fermo, incapace perfino di nominare gli assessori. Schifani è in un cul-de-sac, prima prigioniero di sé stesso e oggi ostaggio del suo cerchio magico. Avevo detto che sarebbe stato il Vietnam all’ARS. E questo sta succedendo: non passa più nessun provvedimento”.

Il leader di Sud chiama Nord ha inoltre rivendicato la scelta politica di non aver barattato incarichi: “Noi abbiamo rifiutato le poltrone. Non siamo come gli altri. Noi vogliamo una Sicilia libera. Io non cerco Roma, resto in Sicilia. Ogni parlamentare oggi è schiacciato da logiche romanocentriche. Si decide a Roma, si obbedisce a Roma. Se si torna subito al voto in Sicilia, si restituisce autonomia politica a tutti: le segreterie nazionali saranno costrette a inseguire la Sicilia, non il contrario. Questa è la vera sfida: tagliare il cordone ombelicale con il centralismo romano e affermare una Sicilia autonoma ed indipendente nelle scelte politiche. Adesso si scelga – ha concluso De Luca – o dimissioni, o immobilismo”.

7 commenti

  1. Franco Fabiano 18 Marzo 2026 19:47

    Quindi 36 deputati (non suoi) dovrebbero dimettersi e rinunciare a circa 15.000 euro o giù di lì? Ma si rende conto, del livello di follia (politica) che ormai lo affligge? Tranquillizzati Cateno, non puoi inventartene una al giorno. Così facendo, passi dal ridicolo al patetico in un attimo. Ascolta il consiglio di uno che non ha nessuna stima (sempre politica) nei tuoi confronti!

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  2. Vento in poppa x una nuova Sicilia

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  3. Ogni giorno una cavolata……..

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  4. Mah, più si usano espressioni tipo “liberazione”, “libertà”, “contro il marchio”, più sembra che si tenda, invece, a qualcosa tipo “liberazione da quelli, così entrano altri ancora peggio”, “libertà, così fanno quello che vogliono altri ancora”, “contro il marchio, così si fa peggio”.
    Non sembra una intenzione trasparente, ma una forzatura.

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  5. Coalizione…..con chi?????
    La destra di schifani????
    La sinistra….immobile.
    Progetto solo sulla carta……
    Dalle urne cosa uscirebbe…..

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  6. Lancia un partito alla settimana non conclude niente nessuno li da ascolto, trnne quando assume e da incarichi nella zona jonica.

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  7. Nicola Rinaldi 20 Marzo 2026 07:44

    Potresti essere un buon amministratore per la Sicilia , ma la tua megalomania e la mania di onnipotenza e onniscienza ti porterebbe a non durare a lungo . A Palermo non sono tutti servi come a Messina e poi, chi sarebbero i tuoi alleati , visto che non hai i numeri per governare ?

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