Ieri, all'assemblea provinciale di ScN, il leader ha polemizzato con i "i partiti tradizionali. Sarei un presidente della Regione non controllabile"
MESSINA – Anche ieri, durante l’assemblea provinciale di Sud chiama Nord, ha insistito sulla sua narrazione. Cateno De Luca, al teatro “Padre Annibale Maria Di Francia”, lo ha ribadito: “Messina avrà il suo sindaco di Sicilia. Ma il problema dei salotti romani sapete qual è? Ma se Cateno De Luca diventa presidente della Regione chi lo controlla? Ma smettetela! Dovreste preoccuparvi di risolvere i problemi dei siciliani. Della sanità, dei trasporti, dei servizi che non funzionano. Invece la priorità dei partiti tradizionali è quella di controllare e gestire il potere. Spartirsi le poltrone e andare avanti con logiche politico-clientelari. A me tutto questo non sta bene e ve l’ho dimostrato in ogni singolo Comune che ho amministrato”.

Erano presenti in prima fila il rieletto Federico Basile, alla fine dell’assemblea festeggiato per il suo compleanno, i dirigenti del partito (dalla presidente Castelli a Lombardo e Lo Giudice), i componenti del comitato di esperti per il sindaco di Messina (da Ballistreri e Limosani a Mirella Vinci) e l’ex deputato Carmelo Lo Monte, sindaco di Graniti. E sul palco il leader di ScN, reduce da incontri politici per ora top secret a Milano e Roma, ha manifestato ancora una volta l’intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione siciliana, punzecchiando le coalizioni di centrodestra e centrosinistra: “Io vado avanti dando il massimo per questa meravigliosa terra. Non ci fermiamo davanti alle pressioni politiche. Ed è inutile che fate vertici politici per capire come fermare il nostro cammino. Ormai è troppo tardi, abbiamo iniziato a destrutturare i partiti tradizionali, perché ad oggi hanno fallito e il risultato netto di Messina ne è la dimostrazione. Adesso è il momento di mantenere la lucidità e rimboccarsi le maniche, perché inizia la sfida più importante e più bella”.

Il dialogo di De Luca con centrodestra e centrosinistra tra un “messaggio” di pace e una stoccata
Da un lato si dice disposto a sedersi attorno a un tavolo con loro. Dall’altro, li sferza e non smette di criticarli. De Luca rivendica la possibilità di dialogare, con Sud chiama Nord “forza politica post ideologica”, sia con il centrodestra, sia con il centrosinistra: “Nessuno oggi può annoverarmi come uno dei candidati del centrodestra. Non lo sono e non lo sarò. Ma la stessa cosa vale per il centrosinistra. Anche perché al massimo saranno gli altri partiti a doversi spostare sulla nostra progettualità. Lo dicono i fatti: il governo di Liberazione ha un solo interlocutore, cioè Cateno De Luca, mentre nel centrodestra, così come nel centrosinistra, ci sono troppi capitribù. E non c’è nessuno oggi legittimato a parlare per conto dell’una o dell’altra coalizione rispetto a qualsiasi tipo di progettualità”.
La campagna di tesseramento di Sud chiama Nord
Durante l’assemblea provinciale, sono intervenuti il sindaco Federico Basile, che scommette sulla vittoria di De Luca come presidente alle regionali, il deputato nazionale Francesco Gallo, i parlamentari regionali Pippo Lombardo e Matteo Sciotto, la presidente di ScN Laura Castelli, la neo sindaca di Barcellona Melangela Scolaro e l’ex parlamentare Carmelo Lo Monte.
Per Sud chiama Nord, in primo piano la campagna di tesseramento. E si attendono le prossime mosse del capo politico. ll cosiddetto “governo di Liberazione” verrà presentato il 18 luglio, alle 10, al Teatro Politeama di Palermo.


Facciamolo governare accanto a Trump.
Quello è il suo mondo.
Forse dice sindaco, perché solo quello ha fatto ?
Forse lo dice perché ha paura che altrimenti non lo vogliano come Presidente di Regione ?
E poi perché si crea il nemico, in questo caso forse il salotto romano, che poi che cosa è???