De Luca: "No alle operazioni in provetta, siamo noi il vero partito dei sindaci"

De Luca: “No alle operazioni in provetta, siamo noi il vero partito dei sindaci”

Redazione

De Luca: “No alle operazioni in provetta, siamo noi il vero partito dei sindaci”

venerdì 30 Ottobre 2026 - 07:00

Presentato a Roma il simbolo della lista unica Sud chiama Nord e Sindaci d'Italia alleata con il centrodestra

ROMA – Sono celebri i lunghissimi discorsi di Aldo Moro ai congressi della Democrazia Cristiana. Fatte le debite proporzioni, Cateno De Luca non è da meno. Il suo intervento di chiusura della manifestazione nazionale che ha sancito la convergenza in un unico progetto politico di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, è durato quasi due ore davanti a un vasto pubblico di amministratori e simpatizzanti, la cui attenzione non ha mostrato cedimenti.

Nominato portavoce unico dei due partiti che si presenteranno con un unico simbolo ai prossimi appuntamenti elettorali, De Luca ha avviato la sua articolata riflessione citando il binomio mazziniano «pensiero e azione»: «Le scadenze sono ravvicinate, il tempo per pensare non c’è più è il momento di agire»

«L’Italia deve ripartire dai territori»

Abbassate le luci, sul maxischermo è comparso il nuovo simbolo. «L’Italia ha bisogno di ripartire dai territori, riportando la politica alla quotidianità e ai problemi con cui si misurano le persone», ha detto De Luca. «Noi siamo il partito dei sindaci, siamo il partito dei territori, quello vero».

Il leader di Sud chiama Nord ha ricostruito il proprio percorso. Ha ricordato le origini nella Democrazia cristiana, base fondamentale della sua formazione politica e la fondazione dell’associazione Sicilia Vera il 18 marzo 2007. Poi, nel maggio 2022, con la nascita di Sud chiama Nord, la trasformazione in un movimento nazionale autonomista «a trazione meridionalista». Con la lista unica con Sindaci d’Italia, ha spiegato, si chiude una fase: quella del suo «status di lupo solitario», di chi «ha scelto di isolarsi politicamente per quasi vent’anni, combattendo contro un sistema politico malato».

La stoccata al «civismo in provetta»

De Luca ha attaccato duramente l’operazione civica promossa dall’assessore capitolino Alessandro Onorato. «Può fare solo il civico in provetta per un posto in Parlamento», ha affermato. L’operazione, secondo De Luca, «è offensiva nei confronti dei sindaci, soprattutto quelli civici, che hanno come missione servire la propria comunità e non servire le forze politiche».

Critiche anche al campo largo, che a suo dire «sarà un camposanto». De Luca ha ricordato le europee del 2024, quando il Pd non accettò la candidatura del segretario regionale di Sud chiama Nord, Danilo Lo Giudice, nelle proprie liste. Ne conseguì un risultato elettorale deludente per il partito della Schlein. Da qui il giudizio su coloro che, a suo avviso, preferiscono fare «gli oppositori di professione».

L’accordo con il centrodestra «alla luce del sole»

Sul rapporto con la coalizione di governo, De Luca è stato netto. «Con il centrodestra abbiamo fatto un accordo alla luce del sole». E ancora: «Non sono qua per approfittare di una situazione che può far intravedere un testa a testa tra centrodestra e centrosinistra. Non sono qua per vendere il nostro 1%».

Il progetto, ha aggiunto, non nasce «perché dobbiamo eleggere quattro parlamentari: abbiamo già dimostrato di saperlo fare da soli». La motivazione è un’altra: «Sono profondamente convinto che solo con il centrodestra possiamo realizzare il sogno di un’Italia delle autonomie». Il leader ha poi avvertito che «in politica la somma non fa il totale» e che la lista «non può diventare la brutta fotocopia di altri». «Nessuno ci regala niente», ha concluso su questo punto. «I posti ce li conquistiamo».

De Luca ha ringraziato il presidente del Senato Ignazio La Russa per il lavoro che ha portato all’intesa. Lo stesso ha fatto con il Presidente dell’Ars, Gaetano Calcagno, presente in sala e anch’egli determinante ai fini della confluenza verso il Centrodestra. Il sindaco di Taormina ha anche richiamato la lezione del professor Gianfranco Miglio: «solo l’accordo tra il Nord e il Sud permetterà di sconfiggere il centralismo e la burocrazia». È il senso stesso del nome Sud chiama Nord.

Legge elettorale: «Si è rotto il tabù delle preferenze»

Ampio spazio alla nuova legge elettorale sostenuta dal centrodestra. «Dopo 30 anni si è rotto il tabù che le preferenze erano brutte, sporche e cattive», ha detto De Luca. Per ora sarà eletto con le preferenze un terzo dei parlamentari. «L’ottimo è nemico del buono. Saremo quelli che spingeranno il centrodestra affinché questo rapporto si inverta».

La vera rivoluzione, secondo il portavoce, è il ritorno a una rappresentanza proporzionale. «Finalmente finisce questa vergogna di non sapere chi è il proprio rappresentante in Parlamento».

Sicilia, Schifani e la battaglia sulla Zes

Non è mancato un passaggio sulla Sicilia. De Luca ha ricostruito il patto di non belligeranza con il governo Schifani, scaduto il 31 dicembre 2025. Nell’ultima legge di stabilità regionale, ha spiegato, Sud chiama Nord aveva presentato circa cento proposte per rafforzare le autonomie locali, ma solo poche sono state accolte. «Io non ce l’ho con il presidente della Regione», ha precisato. «Ce l’ho con il sistema che c’è all’interno di Palazzo d’Orléans, che brucerebbe qualunque presidente della Regione».

Ha poi rivendicato la battaglia in Ars sul fondo da 200 milioni di euro l’anno da affiancare alla Zes unica. Secondo De Luca, la gestione affidata alle delibere di giunta avrebbe costretto gli imprenditori «a mettersi dietro la porta». Dopo il blocco dei lavori d’aula, ha raccontato, «il governo ha cambiato idea». Il risultato, a suo dire, è una norma che garantisce a chi investe in Sicilia il 100% del credito d’imposta: «le basi della fiscalità di vantaggio».

Il neo-portavoce di Sud chiama Nord-Sindaci d’Italia ha ribadito di puntare solamente alla carica di Presidente della Regione Siciliana e si è mostrato convinto della possibilità di successo. Su questo fronte, non vede l’ora di misurarsi “corpo a corpo” con Ismaele La Verdera che ha ribadito più volte la sua volontà di candidarsi a Palazzo d’Orleans con il Centrosinistra. De Luca ha affermato che alla nostra isola non servono “Savanarola 4.0”, pronti a costruire le loro fortune politiche sulle polemiche e sui giudizi verso le condotte altrui senza una reale capacità di governo.

In chiusura, dopo aver aperto l’intervento con la preghiera della serenità, De Luca ha recitato la preghiera di San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano. «Oggi parte questo viaggio», ha concluso. «Consentirà al centrodestra e all’Italia della responsabilità di tornare a guidare il Paese e di portare in Parlamento i sindaci e i territori».

Meloni: «I sindaci, avamposto di umanità»

In mattinata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era collegata in video con la manifestazione. «I sindaci sono un avamposto di umanità, eroi della politica che non si tirano indietro nemmeno davanti ai problemi più gravi. Senza paura», ha detto la premier. «Non è scontato, in tempi come questi, mettersi al servizio della comunità».

Meloni ha riconosciuto la fatica di «fare nascere un movimento a ridosso delle elezioni e dare sostanza a un progetto politico che parte dal territorio per dare risposte alle persone». Poi ha parlato del Mezzogiorno: «Bisogna liberare le grandi energie inespresse del Sud. A questo obiettivo si è dedicato il mio governo, proponendosi di chiudere con l’assistenzialismo».

La premier ha rivendicato i risultati dell’esecutivo. «Il Sud è cresciuto più del resto d’Italia grazie a scelte come la Zes unica, che hanno sostenuto il sistema d’impresa». Il governo, ha ricordato, ha attivato ingenti risorse dei fondi di coesione per infrastrutture e progetti aziendali. Al centro delle strategie di crescita, soprattutto nelle regioni meridionali, c’è l’economia blu: «Il mare rappresenta una risorsa fondamentale». Accanto a questo, la «lotta senza quartiere alla criminalità organizzata» e gli investimenti «sui giovani e sulle aree interne».

Infine, il sostegno esplicito al progetto. «Il Sud non sarebbe nulla senza il Nord e il Nord non sarebbe nulla senza il Sud: per questo il progetto di Sud chiama Nord». E ancora: «Non si governa senza e contro i territori, ma con i territori. Per questo è importante il ruolo di Sindaci d’Italia».

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED