De Luca vs Barbaro, la sentenza a Reggio e la risposta del magistrato

De Luca vs Barbaro, la sentenza a Reggio e la risposta del magistrato

Alessandra Serio

De Luca vs Barbaro, la sentenza a Reggio e la risposta del magistrato

mercoledì 14 Ottobre 2026 - 22:26

Gli strascichi della querelle tra il leader di Sud Chiama Nord e il procuratore, dopo la Lupara giudiziaria

Assolto perché il fatto non sussiste. Così la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha deciso per Cateno De Luca, accusato di diffamazione nei confronti dell’ex procuratore generale di Messina Vincenzo Barbaro. Il magistrato aveva querelato il leader di Sud Chiama Nord per le affermazioni contenute nel libro “La lupara giudiziaria”, scritto da De Luca dopo essere stato arrestato per il così detto Sacco di Fiumedinisi.

De Luca assolto, ecco perché

La sentenza dei giudici reggini arriva dopo il rinvio della Corte di Cassazione che a marzo scorso aveva annullato con rinvio a diversa sezione della Corte d’Appello di Reggio Calabria la sentenza con la quale De Luca era stato condannato. E’ ancora aperta, invece, la “partita” davanti al giudice civile, al quale Barbaro ha chiesto di condannare De Luca al risarcimento dei danni. “Ieri la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha chiuso il cerchio su questa annosa e scandalosa vicenda e ha sancito l’assoluzione dell’on. De Luca perché tutti i fatti oggetto di querela non sussistono”, commenta il suo difensore, l’avvocato Carlo Taormina, a proposito della vicenda penale.

La risposta del magistrato


“E’ doveroso precisare che non risponde al vero quanto affermato nel comunicato della difesa del De Luca. La Corte di Appello di Reggio Calabria, che ha ribaltato non tenendo conto alcuno degli esiti dei due sentenze di merito, si è ben guardata dal formulare un giudizio su comportamenti di alcun genere del sottoscritto. Se è vero che giudici hanno ritenuto che alcune frasi dell’imputato fossero uno sfogo, rientrante nel diritto di critica fondato su una percezione soggettiva, è altrettanto vero, che per le imputazioni più gravi, costituenti anche a dire della Corte certamente offese gratuite ed inaccettabili, non si è ritenuto che il De Luca intendesse riferirsi alla mia persona. Prendo atto della ritenuta non riferibilità delle offese alla mia persona, anche se non ci credo. Da ultimo sento il bisogno di ribadire , oltre alla correttezza del mio operato, che ho agito anche in questa vicenda giudiziaria non solo per tutelare la mia onorabilità ma anche in difesa della magistratura. Sono orgoglioso di come ho fatto il magistrato per più di 40 anni”.

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