Non è ancora finita la querelle tra il sindaco di Taormina e Barbaro, che ha denunciato De Luca per diffamazione
E’ da rifare il processo d’appello per Cateno De Luca, accusato di diffamazione nei confronti del procuratore generale di Messina in pensione, Vincenzo Barbaro. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per il sindaco di Taormina, rinviando il fascicolo ai giudici di secondo grado di Reggio Calabria, che dovranno nuovamente istruire il processo di secondo grado. La Suprema corte ha rilevato un vizio di motivazione del verdetto d’appello, senza entrare nel merito della vicenda.
La querelle Barbaro-De Luca, a che punto siamo
Si tratta di uno dei diversi procedimenti nati dallo scontro tra il magistrato e De Luca che, dopo essere stato arrestato e processato, ha più volte attaccato in particolare Barbaro, titolare della principale indagine su De Luca ai tempi della sindacatura di Fiumedinisi. Il procuratore, ritenutosi diffamato, ha denunciato per diffamazione il primo cittadino e questo è uno dei processi ancora in piedi, che adesso torna al secondo grado di giudizio.
Processo da rifare, le motivazioni
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna d’appello di De Luca – una multa pecuniaria. Barbaro – assistito dall’avvocato Tommaso Autru- in questo procedimento non si era costituito parte civile, ma in sede civile gli è già stato riconosciuto il risarcimento, e contro questo De Luca, difeso dall’avvocato Carlo Taormina, ha fatto appello.

