Teatro,il pasticcio dei tagli al Cda. E se entro il 30 non si votano i bilanci l'ente perde i fondi Furs - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Teatro,il pasticcio dei tagli al Cda. E se entro il 30 non si votano i bilanci l’ente perde i fondi Furs

Rosaria Brancato

Teatro,il pasticcio dei tagli al Cda. E se entro il 30 non si votano i bilanci l’ente perde i fondi Furs

martedì 13 Settembre 2016 - 22:03
Teatro,il pasticcio dei tagli al Cda. E se entro il 30 non si votano i bilanci l’ente perde i fondi Furs

Il provvedimento dell'assessore relativo alla riduzione del Cda non è mai stato pubblicato. Tutto da rifare dunque. Intanto una circolare regionale sollecita l'Ente a votare il consuntivo 2015 ed il previsionale 2016-2018 entro il 30 settembre, pena la perdita dei Fondi Furs, risorse preziose per il futuro del Teatro.

Tutto da rifare. Le vicende del Teatro Vittorio Emanuele si fanno sempre più aggrovigliate. Lo scorso mese l’assessore regionale Barbagallo, come aveva annunciato in precedenza, ha disposto il provvedimento che impone la riduzione a 3 dei componenti il Cda dell’Ente, così come previsto dalla nuova normativa regionale.

Nel provvedimento (leggi qui) si invitava l’attuale Cda a completare quanto di competenza entro 30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

In linea di massima il riferimento a “quanto di competenza” era stato interpretato relativamente ai bilanci, non ancora approvati e oggetto di animate discussioni nonché di verbali dei revisori trasmessi puntualmente alla Corte dei conti ed in Procura (leggi qui l’articolo).

Il termine di 30 giorni è scaduto il 12 settembre. Ma la sorpresa è stata che il provvedimento non è mai stato pubblicato, con la conseguenza che qualora l’assessore procedesse con il commissariamento o lo scioglimento non avrebbe alcun termine iniziale o finale al quale fare riferimento e la decisione sarebbe ad alto rischio di ricorso al Tar.

Un vero e proprio rebus che l’assessore dovrà risolvere in tempi brevi.

Probabilmente scatterà un nuovo provvedimento per evitare che quello precedente diventi oggetto di contenzioso o venga ritenuto irregolare. A meno che Barbagallo non decida di commissariare o sciogliere il Cda senza rifare tutto da capo.

Nel frattempo, da maggio ai giorni nostri il Cda ha perso pezzi senza bisogno di interventi regionali. Alle dimissioni di Totò D’Urso, a fine maggio, sono seguite quelle di Giovanni Moschella ad agosto. La scelta del giornalista Luciano Fiorino in sostituzione di D’Urso, da parte di Accorinti, è rimasta congelata proprio in virtù dei tagli al Cda. Attualmente quindi, per vie “naturali” il Cda è sceso a 5 componenti (il presidente Puglisi, il vice Macris, i consiglieri Pulejo, Giacoppo e Altomonte).

A margine della conferenza stampa sul Taormina Film Festival,Accorinti, interpellato sulla questione nuove nomine, ha spiegato d’aver incontrato l’assessore Barbagallo ad Agrigento (in occasione della firma del Patto per la Sicilia) e di aver affrontato l’argomento. “Alla Regione toccherà un solo componente, noi faremo due nomi, come Comune di Messina e come Città Metropolitana, uno dei quali sarà il presidente”. Alla domanda se il sindaco intende confermare sulla poltrona Maurizio Puglisi Accorinti ha risposto: “Vedremo devo decidere”, mentre sul secondo componente, in assenza del Consiglio Metropolitano ha risposto: “mi consulterò con la giunta”.

Nonostante i 30 giorni siano trascorsi non è stato ancora varato il bilancio preventivo 2016-2018, anche perché nel frattempo il Cda è stato impegnato nel riconoscimento della gran mole di debiti fuori bilancio, emersi dal certosino lavoro dei revisori dei conti.

Intanto l’assessorato ha trasmesso una circolare da allarme rosso: sollecitando il Cda a votare sia il previsionale 2017-2018 che il consuntivo 2015 entro il 30 settembre. Qualora i documenti contabili non fossero esitati entro quella data il Teatro perderebbe l’accesso ai FONDI DEL FURS (che in questo momento sarebbero davvero ossigeno per le casse asfittiche dell’Ente).

Proprio i bilanci sono stati tra i temi riportati nel verbale n°22 del Collegio dei revisori che è una sorta di sintesi del lavoro fatto dall’insediamento, dal 2 marzo al 30 giugno. Nel sintetizzare il lavoro di questi mesi, e che Tempostretto ha di volta in volta reso noto con gli articoli sui verbali, i revisori dei conti elencano le criticità rilevate. Tra queste alcune anomalie emerse nelle verifiche alle entrate di botteghino e che sono “da riferire ad una disorganizzazione nella gestione del servizio che ha comportato ritardi nella tempistica dei versamenti in Tesoreria”. Anomalie riportate alla regolarità grazie all’intervento del Collegio.

Altra criticità rilevata riguarda, sia nel 2015 che nel 2016 “il realizzarsi di consistenti debiti fuori bilancio che ha comportato sicuramente una difficoltà da parte dell’Ente nella predisposizione del bilancio di previsione 2016-2018. Ulteriore anomalia è il parere non favorevole ampiamente motivato espresso all’approvazione dello strumento finanziario preventivo che a tutt’oggi non risulta ancora rimodulato. Si è rilevata ancora la mancata presentazione a quest’Organo di controllo del bilancio consuntivo 2015”.

In 3 pagine il Collegio ha quindi sintetizzato la drammaticità della situazione del Teatro, dai più, per tanto tempo, sottovalutata. L’assenza dei principali documenti contabili, unita all’emergere dei debiti fuori bilancio rende la situazione allarmante. Più che alle beghe di potere si dovrebbe pensare ad una visione unitaria che punti alla salvezza del Teatro, al più presto possibile e con dignità.

L’assessore Barbagallo ha dato tempo fino al 30 settembre per votare i bilanci e non perdere i fondi del Furs. Continuare a far finta di non vedere cosa potrebbe accadere equivale a ballare sul ciglio di un burrone incuranti dei rischi.

Rosaria Brancato

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6 commenti

  1. Ma esiste a Messina un ente, una partecipata etc che funzioni e che non abbia il caos nella gestione, le cui decisioni non siano sempre prese in piena emergenza ?!!! Esiste una qualsiasi decisione di quellicheceranoprima e di quellichecisonoadesso che abbia portato alla città dei veri benefici e non alla fine, soltanto debiti e voto clientelare scambiato con posti di lavoro fasulli ed inutili?!!

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  2. Ma esiste a Messina un ente, una partecipata etc che funzioni e che non abbia il caos nella gestione, le cui decisioni non siano sempre prese in piena emergenza ?!!! Esiste una qualsiasi decisione di quellicheceranoprima e di quellichecisonoadesso che abbia portato alla città dei veri benefici e non alla fine, soltanto debiti e voto clientelare scambiato con posti di lavoro fasulli ed inutili?!!

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  3. Non è tutta colpa sua (l’abbiamo messo noi dove si trova) ma ho l’impressione che qualunque cosa Accorinti tocchi, questa si guasti…

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  4. Non è tutta colpa sua (l’abbiamo messo noi dove si trova) ma ho l’impressione che qualunque cosa Accorinti tocchi, questa si guasti…

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  5. HO L’IMPRESSIONE CHE GLI STONATI NON SONO QUELLI, COME IL SOTTOSCRITTO CHE PUR AMANDO LA CANZONE E POSSEDENDO OLTRE 45.000 CANZONI, CHE NON SANNO SUONARE ALCUN STRUMENTO MUSICALE O “RAGLIANO” QUANDO CANTANO. I VERI STONATI SONO QUELLI CHE IN QUALSIASI TEATRO DEL MONDO NON RIESCONO A SUONARE LA GESTIONE E ALTRO. MI PARE CHE OGNI GIORNO IN QUESTO TEATRO LA BRAVA ORCHESTRA SUONA PER IL TEATRO E LA CITTA’ DI MESSINA LA MESSA DI REQUIEM IN RE MINORE K 626 DI AMEDEUS MOZART E LA MARCIA FUNEBRE DI CHOPIN. CHE BELLA SINFONIA PER UNA CITTA’ IN AGONIA! COSI FACENDO NON RESTA ALTRO ALLA CITTA’ DI MESSINA CHE SENTIRE: MESSANA MEMENTO MORI. AVETE DISTRUTTO UN TEATRO TRA I MIGLIORI D’ITALIA, PUR NON ESSENDO FAMOSO NEL MONDO. COPIA DEL TEATRO DI MILANO.

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  6. HO L’IMPRESSIONE CHE GLI STONATI NON SONO QUELLI, COME IL SOTTOSCRITTO CHE PUR AMANDO LA CANZONE E POSSEDENDO OLTRE 45.000 CANZONI, CHE NON SANNO SUONARE ALCUN STRUMENTO MUSICALE O “RAGLIANO” QUANDO CANTANO. I VERI STONATI SONO QUELLI CHE IN QUALSIASI TEATRO DEL MONDO NON RIESCONO A SUONARE LA GESTIONE E ALTRO. MI PARE CHE OGNI GIORNO IN QUESTO TEATRO LA BRAVA ORCHESTRA SUONA PER IL TEATRO E LA CITTA’ DI MESSINA LA MESSA DI REQUIEM IN RE MINORE K 626 DI AMEDEUS MOZART E LA MARCIA FUNEBRE DI CHOPIN. CHE BELLA SINFONIA PER UNA CITTA’ IN AGONIA! COSI FACENDO NON RESTA ALTRO ALLA CITTA’ DI MESSINA CHE SENTIRE: MESSANA MEMENTO MORI. AVETE DISTRUTTO UN TEATRO TRA I MIGLIORI D’ITALIA, PUR NON ESSENDO FAMOSO NEL MONDO. COPIA DEL TEATRO DI MILANO.

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