Invece sulla costa jonica lunghe fasi di calma. Il meteo nel Messinese
Dopo la pausa soleggiata di questi giorni, dal weekend, l’approssimarsi di una prima depressione dal Nord Africa, riporterà lo Scirocco sullo Stretto. Una caratteristica di aprile, solo che il vento domenica potrebbe superare la soglia d’attenzione, soffiando molto impetuoso sullo Stretto e sulla costa tirrenica, da Mortelle a Patti, con raffiche che localmente potrebbero superare i 90 km/h allo sbocco delle principali vallate, fra Tono e il Barcellonese. Eppure se a Messina e sulla costa tirrenica il vento sarà burrascoso, lungo la costa ionica, pochi chilometri a sud dello Stretto, ci saranno lunghe fasi di calma. Ora scopriremo il perché.
I cuscini di aria fredda sullo Ionio
L’aria che arriverà nel weekend dal Sahara è molto calda. Verrà scaldata ulteriormente dai moti discendenti del promontorio termico in quota, creato dallo stesso flusso caldo. A ridosso dello Ionio si troverà a interagire con aria più fredda, che nel frattempo si è sedimentata sopra la superficie del mare.
In primavera, quando le acque superficiali dello Ionio raggiungono le temperature più basse dell’anno, capita che sopra la superficie del mare si crei uno strato di aria molto fredda e densa, spesso poche centinaia di metri, a ridosso dell’alta costa Catanese e del Messinese ionico. Scalzarlo non è facile, visto che è bloccato da montagne a strapiombo sul mare (Etna, Peloritani) che superano altezze di oltre 1 km. Questo cuscino, quando arriva il vento dallo Ionio, molto più caldo rispetto al mare, tende a rimanere fermo, bloccato, sulla costa, davanti i pendii dell’Etna e dei Peloritani meridionali.

Quando dalle coste tunisine e libiche inizia ad affluire aria particolarmente calda (e poco densa), succede che il flusso meridionale, giunto a ridosso della costa ionica Messinese e Catanese, non riesce a scalzare questo strato di aria fredda, preesistente sopra la superficie del mare. Questo spiega anche le notevolissime differenze di temperature quando soffiano venti da Sud, fra costa ionica e tirrenica. In primavera lo Scirocco in riva al mare sullo Ionio è tutt’altro che un vento caldo, visto che passa sopra questo strato freddo.
Che succede quando lo Scirocco incontra questi cuscini d’aria fredda?
In questo caso l’aria calda, spinta dallo Scirocco, essendo più leggera, è costretta a scorrere al di sopra di questo “cuscino di aria fredda e più densa”, originando così nei bassi strati una zona di calma e aria stabile, con poco vento. Addirittura all’interno di questi cuscinetti di aria fresca nelle ore serali e notturne si potranno creare pure dei banchi di nebbia o nuvole molto basse, con il possibile ritorno della lupa a sud dello Stretto.
Mentre a quote più alte, sopra i 700/800 metri, il flusso sciroccale continua a scorrere impetuoso, per ridiscendere nella bocca sud dello Stretto, incanalandosi fra Capo dell’Armi e Capo Alì, ed accelerando, con intensità di burrasca per il famoso “effetto Venturi”.
Questo fenomeno lo vedremo domenica. Però anche se dentro questi cuscini di aria più fresca il vento sarà debole o assente, in mare aperto il vento soffierà bello sostenuto, originando delle onde che raggiungeranno il settore costiero organizzate in swell (onda lunga), anche sui 3 metri, con mareggiate su tutto il litorale ionico lunedì. Mareggiate che creeranno ulteriore erosione, andando a scavare tratti di costa già devastati dal ciclone Harry. Secondo il modello americano l’onda lunga potrebbe superare pure i 3 metri.
