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Donna partorisce in autostrada. I sindacati: “Riaprite punto nascita di S. Agata”

Redazione

Donna partorisce in autostrada. I sindacati: “Riaprite punto nascita di S. Agata”

lunedì 11 Maggio 2020 - 15:27
Donna partorisce in autostrada. I sindacati: “Riaprite punto nascita di S. Agata”

Una vicenda che ha fatto discutere. Sulla questione anche il comitato “No alla chiusura del Puno nascita di S. Agata Militello”.

Ha riacceso i riflettori sulla situazione del punto nascita di Sant’Agata Militello, la vicenda della donna che si è ritrovata a partorire sull’autostrada di Messina. La donna si stava recando all’ospedale di Patti, il più vicino dal luogo in cui si trovava.

Si chiede la riapertura del punto nascita

Sulla questione sono intervenuti i vertici di Uil, Uil-Fpl e il comitato “No alla chiusura del Puno nascita di S. Agata Militello”.

«Avevamo ragione ed i fatti lo confermano –scrivono in una nota- Da mesi ripetiamo la necessità del ripristino della piena funzionalità del Punto Nascita di S.Agata Militello a tutela della salute delle partorienti e dei nascituri, ma sinora non siamo stati ascoltati né dal Governo Regionale né dall’ASP di Messina. Qualche giorno fa lungo l’autostrada per Messina l’automobile su cui viaggiava una donna costretta a recarsi all’ospedale di Patti per dare alla luce il proprio figlio è stata costretta a fermarsi ed a partorire nell’angusto abitacolo del mezzo senza alcuna assistenza medica e sanitaria e correndo gravi rischi non solo igienico-sanitari ma anche per la sopravvivenza della mamma e del bambino».

Stop ai tagli

La nota prosegue, quindi, chiedendo interventi risolutivi sulla questione affinché si potenzi la struttura ospedaliera di Sant’Agata Militello.

«La UIL, la UIL FPL ed il Comitato “No alla chiusura del Punto Nascita” da tempo rappresentano la necessità del mantenimento del Punto Nascita –si legge nel documento- Nonostante la massiccia mobilitazione di cittadini, le istituzioni regionali e l’Asp di Messina hanno innalzato un muro che, a nostro giudizio, mortifica il diritto delle donne dei Nebrodi a partorire nel proprio ospedale di riferimento. Per fortuna tutto è andato bene ma se la vicenda si fosse conclusa in tragedia, oggi cosa verrebbero a dirci? Ci auguriamo –si conclude la nota- che l’episodio serva da insegnamento e che l’Assessore Regionale della Salute ed il Direttore Generale dell’ASP di Messina comincino ad operare in controtendenza abbandonando la politica dei tagli per il Presidio Ospedaliero di S.Agata Militello, garantendo il Punto Nascita ed il potenziamento dei servizi ospedalieri a tutela della popolazione dei Nebrodi».

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