Donna Sarina, il Terronair, "si resti arrinesci"e la rivolta delle costardelle - Tempo Stretto

Donna Sarina, il Terronair, “si resti arrinesci”e la rivolta delle costardelle

Rosaria Brancato

Donna Sarina, il Terronair, “si resti arrinesci”e la rivolta delle costardelle

domenica 24 Novembre 2019 - 09:08
Donna Sarina, il Terronair, “si resti arrinesci”e la rivolta delle costardelle

Caro diario mi emozionano le sardine. Ma dovevamo essere noi siciliani sudditi e colonizzati a ribellarci da anni. Dovevamo invadere le piazze, urlare. Invece ci siamo ridotti a copiare. Ecco perchè la mia ammirazione va a #sirestiarrinesci

Caro diario, l’altro giorno in macelleria una signora mi ha fermato in modo accorato e mi ha raccontato una breve storia. Suo figlio vive a Milano, ma tornare a casa a Natale e poi rientrare, sarebbe costato alla famiglia almeno 500 euro. “Lui non vuole che spendiamo questi soldi. Ha provato anche con il treno, ma i prezzi sono altissimi. Sa che stiamo già spendendo tanto per lui e non vuole farci fare altri sacrifici, ma senza di lui non è Natale. Ce lo scrive un articolo domenica? Glielo scrive che è la nostra vita e che lo vogliamo qui?”

Caro voli: fiumi di parole

Ecco signora, l’ho fatto. Purtroppo da due settimane, forse tre, ho scritto una decina di articoli sul caro voli, esattamente come l’anno scorso e quello prima e quello prima ancora. Ma non cambia nulla, diventiamo dischi rotti.

Nessun atto concreto

In queste settimane si sono espressi amministratori, deputati, partiti, esponenti di governo regionale e nazionale, associazioni di consumatori, famiglie, studenti. Fiumi di parole ma non un solo atto concreto che riduca di 10 centesimi questi scippi.

Mi ha lasciato senza parole la risposta che nel 2017 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato diede, un anno dopo rispetto alla domanda, all’ex deputato Enzo Garofalo quando sollevò il problema. In sostanza l’Authority  fece “spallucce”: è la concorrenza bellezza.

Figli emigrati di serie B

La verità è che per capire i problemi devi viverli sulla tua pelle. La nostra classe dirigente non potrà mai battersi fino in fondo perché vive in un’altra galassia rispetto alla nostra. Il caro voli è solo uno dei nodi del cappio che uccide le famiglie siciliane. Al nord infatti ci sono figli emigrati di serie A e figli emigrati di serie B. Per i figli di serie B ci si batte appena il tempo di pulirsi la coscienza. Il tempo di un post o di un comunicato stampa. Quei 500 euro vanno ad aggiungersi ai 500 per una camera, più gli studi, il cibo. I figli emigrati di serie B lavano i piatti e fanno i camerieri nei pub per riuscire a studiare. Questo i nostri politici non possono capirlo. Hanno figli di serie A.

Volare….oh oh…pagare oh oh

Ho visto un post che raffrontava i voli di lunedì 25 novembre (un giorno qualunque)

Roma-Milano 84 euro Alitalia

Roma-Catania 391 (Alitalia)

Roma-Reggio Calabria (scalo a Milano) 329 euro

Più si avvicina il Natale più le cifre lievitano. Paradossalmente converrebbe più un volo Roma-Londra o con Parigi che rientrare in Sicilia.

Suggerisco, per usare un po’ d’ironia, il video dei Sansoni su Terronair.

https://youtu.be/w6r75plYT_w (video you tube)

Siamo l’unica Regione d’Europa che non applica i concetti di continuità territoriale e insularità. La Sardegna è avanti anni luce. Noi invece di applicare la Costituzione e lo Statuto Speciale ne parliamo in campagna elettorale.

Sudditi dall’Unità d’Italia

Dall’Unità d’Italia in poi ci colonizzano, ci violentano, ci desertificano, ci prendono per i fondelli. Dovremmo essere incazzatissimi. Invece niente. Dovremmo essere in piazza a gridare da decenni. Abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 60%, ogni anno 20 mila persone lasciano l’isola (3 mila solo a Messina).

Cristo si è fermato a Villa

Il gap infrastrutturale è scandaloso, ci spetterebbe il 34% annuale degli investimenti e non è accaduto, del Fondo perequativo non c’è traccia, gli art. 21, 22, 37 e 38 dello Statuto sono stati annientati nei fatti. Strade, autostrade e ferrovie sono in stato tale da far pensare che “Cristo si è fermato a Villa” (e infatti poi ha camminato sulle acque). Le multinazionali vengono per violentare il paradiso ma non lasciano la quota fiscale. Dal ’46 dovremmo conoscere il nostro Statuto come i 10 Comandamenti invece è carta straccia.

Politica feudale

Tra un po’ le Regioni del Nord rischiano di portare a casa il regionalismo differenziato e noi ancora baroccheggiamo. Siamo in mano da un secolo ad una politica nostrana feudale che ci considera sudditi e risponde solo al capo del partito di turno. In Trentino Alto Adige hanno 3 senatori che prima di votare qualsiasi cosa pretendono e ottengono qualcosa per il loro territorio. I nostri si accontentano di partecipare ad un talk show nazionale.

Viva le sardine sicule

Pensavo a tutto questo nei giorni in cui le sardine sono sbarcate in Sicilia e a Messina. Io sono un pesce-palla e non potrei mai somigliare a una sardina. Mi piacciono le sardine, la piazza di Bologna mi ha emozionato.

Sono dell’idea che votare la Lega in Sicilia sia contro natura. Nei giorni delle Europee, quando la Lega dal 2% è arrivata al 22% camminavo per strada, guardavo le persone e mi chiedevo “ma questo qui ha votato Salvini? Quelli che ci chiamano terroni, ignoranti, che pensano che puzziamo, siamo incivili, rubiamo, siamo mafiosi?”

Copiamo la protesta

Le piazze emiliane piene di sardine mi hanno emozionato. E ho provato invidia. Perché dovevamo essere noi i primi a ribellarci. Non solo contro il fascismo. Dovevamo ribellarci da tempo, invece che stendere tappeti rossi ai lupi famelici di turno. Dovevamo scendere in piazza contro la povertà, l’assenza di infrastrutture, la depredazione di braccia e cervelli.

La rivolta delle costardelle

L’unico argine al colonialismo è il sicilianismo. Dovevamo lanciare la rivolta delle costardelle, fieri di essere siciliani, della nostra specificità. Invece no. Siamo talmente rassegnati che copiamo persino la protesta. Lo abbiamo fatto coi girotondi e con il M5S e lo faremo con altri movimenti.

Che bello sarebbe stato se i primi ad alzarsi, molto tempo fa, fossero stati i Comitati delle costardelle, levando alta la voce del sud. Spero che le sardine sicule non si facciano mangiare da squali e pesci di varia grandezza che popolano il nostro mare (a Palermo venerdì si è visto persino un pesce preistorico).

#sirestiarrinesci

Guardo con ammirazione e stima i ragazzi e le ragazze, gli uomini e le donne di “si resti arrinesci”. Ci vuole coraggio ad andare contro corrente come i salmoni, a piantare semi nelle rocce. “Lottiamo per restare. Ogni giorno. Prendiamoci cura di questa terra ferita dai nostri nonni”. Mi piacciono perché sono le costardelle siciliane, che nessuno copierà al nord. Cercano l’acqua a mani nude, scavano nel deserto, in ogni città parlano a giovani, anziani, propongono, hanno progetti, ferite, sogni.

Soprattutto non hanno paura. Ballano con i lupi e non hanno paura.

#sirestiarrinesci

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2 commenti

  1. Considerato che da diversi anni foraggiano l’ Alitalia senza alcun risultatoperché non chiedere ai nostri politici di farsri promotori di una iniziativa che possa ricambiare i tanti centinaia di milioni che paghiamo anche noi cittadini siciliani e fare tariffe agevolatei per tanti che si muovono da e per la Sicilia un’occasione delle fleste e di lavorò ,.chiediamo troppo?

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  2. Hai perfettamente ragione, ma vorrei capire a cosa servono queste piazze “spontanee” se poi alla fine chi governa sta nel suo bel palazzo e non è che gli importi più di tanto di ciò. Bisognerebbe fare come mezza America latina, honk kong etc… per il figlio della sig.ra parta giorno 13 dicembre, si fa un viaggetto da milano a zurigo per meno di 4 ore di treno e da lì si prende un bell’aereo per CT e con circa 200€ si potrà fare le feste natalizie in casa. La soluzione si trova, basta cercare.

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