A Messina c'è chi non si rassegna al cambiamento

A Messina c’è chi non si rassegna al cambiamento

Pippo Trimarchi

A Messina c’è chi non si rassegna al cambiamento

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domenica 04 Ottobre 2026 - 08:13

L'opinione dell'editore. Un sistema di potere abituato a condizionare le scelte amministrative non gradisce chi esercita la funzione politica con autonomia

L’opinione dell’editore Pippo Trimarchi

C’è una parte di Messina che per decenni ha pensato che il potere fosse di diritto nelle sue mani e ha sempre tentato di esercitarlo attraverso manovre di condizionamento finalizzate a rendere le scelte amministrative subalterne ai suoi interessi. Questo aggregato di varia e trasversale composizione, ha sempre esercitato la sua azione senza alcuna generosità verso la città, trattata come lo zerbino dei suoi comodi ed assegnata a un triste destino di decadenza. Quante volte in passato abbiamo sentito questa espressione: “Messina è come una nobildonna decaduta”. Si voleva significare così che la bellezza regalataci dal destino si intrecciava con la sciatteria della politica e con il mefitico determinarsi dello status quo che assicurava l’arrogante benessere di pochi e chiudeva le porte a condizioni di vita più favorevoli per tutti.

L’indipendenza di De Luca

È innegabile che questo sistema sia stato scardinato nel 2018 da Cateno De Luca, un uomo politico del quale tutto si può dire tranne che non abbia agito in piena autonomia rispetto a chi avrebbe voluto continuare a tessere la trama della conservazione e del privilegio. Questa specie di consorteria che condivide un istinto predatorio e una mediocrità umana e culturale, non ha sopportato e non sopporta di essere tenuta ai margini del potere e vuole a tutti i costi tornare a gestirlo. Servo sciocco di questa determinazione è il Centrosinistra, in particolare il Partito Democratico, che, animato da un livore personalistico nei confronti di De Luca, si ostina ad attaccarlo a prescindere dai risultati conseguiti, finendo, così, per favorire i campioni della stagnazione e del regresso.

Perché agire contro gli interessi generali della città?

Ora, per focalizzarci sui giorni nostri, la giunta Basile. espressione del progetto politico-amministrativo riconducibile a De Luca, ha lavorato e sta lavorando bene, garantendo ai messinesi di vivere un ciclo strutturalmente orientato ad una maggiore efficienza dei servizi e ad una migliore qualità della vita. Quasi il 60% degli elettori lo ha riconosciuto, rinnovando la fiducia a Federico Basile. Tuttavia, l’azione del primo cittadino e della sua squadra non è esente da debolezze e ritardi, com’è naturale che sia. E allora, perché non cercare di alimentare correttamente la dialettica democratica con una sana opposizione politica? Perché continuare a rinfocolare una guerra più o meno occulta per vanificare il giudizio chiaro ed evidente dei messinesi e tentare di scalzare l’amministrazione con manovre opache e, soprattutto, contrarie all’interesse generale della comunità?

Ne abbiano subìte tante di situazioni analoghe. Il prezzo da pagare è stato l’abbandono di Messina sull’altare di interessi contrapposti. Dal 2018, la discontinuità segnata dall’avvento di De Luca ha consentito alla città di intraprendere un percorso di miglioramento, che si è determinato ad esito di scelte non sempre condivise. I risultati ottenuti sono adesso patrimonio collettivo, nonostante le legittime riserve di chi avrebbe voluto soluzioni diverse. D’altra parte, le critiche, quando sono costruttive, sono utili. Ciò che non serve è la polemica continua e strumentale.

Porsi l’obiettivo dello sviluppo

Adesso, però, recuperata una sorta di normalità, bisogna addentrarsi con decisione nel complesso percorso dello sviluppo, come prospettato dallo stesso Basile. Tanti, troppi giovani, attendono di tornare e tanti vogliono ancora godersi qui, nella nostra amata, amatissima Messina, i loro affetti, le loro amicizie, i loro momenti di abbandono a una bellezza talvolta così grande che l’animo stenta a contenerla. E allora bisogna agire in armonia, ognuno con il proprio ruolo istituzionale, sociale, politico, culturale, civile per individuare le strategie più utili a riscattare il nostro territorio dalla sua debolezza economica. Bisogna definire uno scenario, una prospettiva praticabile di rinascita e offrire ognuno le sue energie, le sue relazioni, le sue idee per riuscire ad agganciare un futuro di prosperità.

Condividere passione e visione per una città evoluta

Basta allora con le pressioni indebite di chi vuole legare il nostro destino a un passato infausto. Basta con le energie negative assillate da un incontenibile desiderio di affermazione personalistica. Mettiamoci tutti in gioco e confrontiamoci in modo costruttivo su un terreno in cui a prevalere siano le competenze, l’afflato sincero verso la città, l’onestà intellettuale capace di riconoscere i propri errori e di valutare senza pregiudizi le qualità dell’operato altrui. Così, ogni obiettivo sarà alla nostra portata.

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9 commenti

  1. L’ultimo editoriale di Pippo Trimarchi tenta di blindare l’amministrazione di Federico Basile bollando come nostalgico del passato chiunque esprima critiche. Ma la narrazione della “Messina del cambiamento” si scontra quotidianamente con una realtà ben diversa (l’ipotizzato rientro dei giovani che sono andati via 11.000 solo negli ultimi anni è commovente) che non ha nulla a che fare con i fantasmi del passato, ma con la palese incapacità amministrativa del presente.
    Parlare di “sviluppo” e di “servizi efficienti” davanti a interventi contestati come quello di Villa Quasimodo( da 1 milione di euro!!!)o le piste ciclabili (da 9,1 milioni di euro) ed i (da 16,3 milioni di euro) è un insulto ai cittadini che vivono i veri problemi di Messina: la perenne emergenza dell’erogazione idrica, i continui ritardi sui cantieri incompiuti e una gestione fallimentare delle società partecipate (a partire da Messina Social City e dei servizi sportivi). A questo si aggiunge la discussione sulla relazione di inizio mandato, definita a ragione veduta dalle opposizioni un “morto che cammina” per via di un piano di riequilibrio superficiale e basato su numeri vecchi.
    Da ultimo, la notizia sul presunto uso di soldi pubblici del Comune per pagare la difesa legale personale del sindaco nei ricorsi elettorali dimostra che l’era Basile-De Luca è tutt’altro che sinonimo di trasparenza.
    Definire “servi sciocchi” o “forze della stagnazione” chi chiede conto di tutto questo non è giornalismo autonomo, è propaganda. I messinesi non hanno bisogno di complottismo, ma di acqua h24 (come per anni promesso a vuoto), trasparenza sui conti, servizi funzionanti e controlli serrati sulla sicurezza dei cittadini e non in ultimo di una informazione seria e soprattutto d’inchiesta come più volte ribadito già su questa testata online.

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  2. Non ho capito cosa stia chiedendo di preciso al PD signor Trimarchi e perché non muova medesimo appello al buon senso ad ambe le parti visto il carattere fumantino più volte dimostrato da De Luca.
    Mi pare una disamina sbilanciata oppure in un secondo caso, priva di quelle accuse specifiche che aiuterebbero anche noi a capire esattamente a cosa si stia riferendo.

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  3. Condivido pienamente il pensiero illuminante dell’editore Trimarchi. Una collaborazione costruttiva da parte del PD porterebbe ulteriore rinnovamento e benefici a livello locale e soprattutto in vista delle elezioni regionali. Propongo una Santa Alleanza di scopo cioè x un rinnovamento della Sicilia

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  4. …poesia, ma sarebbe meglio dire chiacchiere !!! rilegga il suo scritto: è una invocazione a UNIAMOCI E PARTITE !

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  5. L’unica cosa che non condivido “ritardi e debolezze”.. Quelli di prima non erano loro??!! non hanno mica spento e riacceso il locomotore… non potrebbe essere che questi ritardi e debolezze c’erano già??!!

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  6. Mi permetto una ultima osservazione signor Trimarchi.
    Non so se si tempi di Accorinti (a proposito di rotture col passato) fosse già lei l’editore di questa testata, ma ricordo di certo un livello di attenzione della sua allora direttrice nei confronti della amministrazione molto più alto.
    Gli articoli erano giornalieri e a mio incompetente parere non sempre puntavano a focalizzare i fatti.
    Sarina divenne famosa per quella rubrica.

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  7. Non condivido assolutamente l’opinione di Pippo Trimarchi.
    Personalmente mi vergogno di avere avuto come sindaci De Luca e Basile.
    La volgarità e l’arroganza caratterizzano il primo.
    Il signor Basile si interessa soltanto di alcune problematiche spesso affrontate in maniera poco efficiente come i lavori interminabili a Ganzirri ed a Torre Farò.
    In altre problematiche è totalmente assente.
    È molto più presente la sindaca di Villa San Giovanni Giusi Caminiti.

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  8. In realtà avevo avuto già qualche dubbio sulla “autonomia” quando è successo il fatto della Previti. Ora ho le idee più chiare su di Lei.

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  9. Leggoi soliti noti che qualsiasi cosa faccia De Luca o Basile,non va mai bene.Condividdomin pieno le parole del Dott. Trimarchi,ricordo però che l’opposizione e rappresentata dall’Avv. Scurria,l’uomo per tutte le stagioni,e per tutti i partiti,e ilsig. Capurro,detto Pippo,rientrato dopo anni di anonimato,e siccome non sanno a cosa appigliarsi,ed ogni giorno cercano di mettere in cattiva luce chi governa la città,invece di cercare di migliorarla portanto il contributo che di soltioporta l’opposizione.Dall’altra parte abbiamo il Pd,il cui segretario provinciaale,dopo batosta è rimasto al suo posto,è l’unico suo modo di esprimersi è la sua netta opposizione a De Luca,cosi come fanno i suoi due cnsigliri Russo,mentre la terza ma lapiù votata al momento credo non si sia espressa.Ora io capisco tuto ma fare per cinque anni sempre le stesse cose,denunce qua denunce la,alla corte dei contimalla magistratura,cosa porta alla città,impiegate il vostro tempo a sollecitare l’amministrazione,facendo delle proposte concrete permigliorare ulteriorment la città.Signori nessuono è perfetto,De Luca,Basile avranno i loro difetti,ma voi perchè fate opposizione,si fa per dire,vi sentite perfetti,ma finiaamola,a me del carattere delle persone non interessa nulla se è fumantino se non lo è,l’importante che cerchi di risolvere i problemi della città,poi nessuono è perfetto,e quindi anche loro faranno degli errori,ma sicuramente porteranno avanti l’interesse della città,mentre altri in passato hanno fatto il contrario.

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