Dopo lo sciopero Atm, attacco dei sindacati: "Atti ritorsivi". La replica: "Falso"

Dopo lo sciopero Atm, attacco dei sindacati: “Atti ritorsivi”. La replica: “Falso”

Marco Olivieri

Dopo lo sciopero Atm, attacco dei sindacati: “Atti ritorsivi”. La replica: “Falso”

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mercoledì 06 Maggio 2026 - 14:51

Le 4 sigle denunciano azioni punitive da parte dell'azienda trasporti. Quest'ultima smentisce e spiega le sue ragioni. Si va verso un nuovo sciopero

MESSINA – Non si placa la polemica tra sindacati e vertici Atm. Nuova nota di Filt-Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti di Messina: “Le organizzazioni sindacali intendono denunciare con fermezza i gravi atti ritorsivi che si sono verificati in occasione dello sciopero dei lavoratori Atm. In particolare, alla conclusione della protesta programmata per le ore 22, la sala operativa ha comunicato a numerosi autisti che, su ordine del Cuoat (Capo unità organizzativa tecnica amministrativa), il personale aderente allo sciopero con termine di servizio oltre le 22 avrebbe dovuto concludere la giornata lavorativa per i pochi minuti eccedenti la fine della protesta. In concreto, gli operatori di esercizio sono stati obbligati a salire a bordo degli autobus, già puliti e sistemati per il servizio del giorno successivo, per effettuare uscite “fuori servizio” fino al capolinea stazione, per poi tornare indietro dopo pochi minuti e terminare il turno”.

“Continua ostilità dei vertici Atm verso i lavoratori, pronti a uno sciopero di 8 ore”

Attaccano i sindacati: “Questa imposizione, chiaramente ritorsiva nei confronti degli scioperanti, non ha prodotto alcun beneficio per l’utenza ma ha determinato uno spreco economico significativo in un momento di forte aumento dei costi del carburante. Un lavoro straordinario inutile per l’area rimessa e un danno all’immagine aziendale agli occhi dell’utenza, che ha assistito incredula al transito dei bus con indicazione “fuori servizio” e successivo rientro in deposito dopo pochi minuti. Emblematico è il caso della linea 30, dove una lavoratrice è stata costretta a partire dal capolinea Cavallotti pochi minuti prima dell’orario di fine turno per effettuare l’intera corsa, generando un ulteriore inutile spreco di lavoro straordinario, finalizzato a punire chi ha esercitato legittimamente il diritto di sciopero”.

E ancora: “La direzione aziendale, recentemente insediatasi, che ha definito lo sciopero del 5 maggio una “iniziativa irresponsabile del sindacato”, dovrebbe invece prendere coscienza dell’atmosfera di perenne sfida e ostilità verso i lavoratori che caratterizza quotidianamente l’azienda. Gli episodi descritti rappresentano solo alcuni esempi concreti del quotidiano terrorismo psicologico, ereditato dalle precedenti gestioni, e alimentato da figure designate ai rapporti con i dipendenti che sembrano agire per mantenere uno status quo vessatorio, impedendo così l’auspicato cambiamento rivendicato dai lavoratori che hanno partecipato in massa alla protesta. Il sindacato ribadisce di non voler interferire nelle scelte dirigenziali aziendali, ma ha il preciso dovere di tutelare i lavoratori da continui comportamenti vessatori che ormai persistono sin dalla trasformazione dell’azienda in società per azioni”.

Concludono i sindacati: “Considerata l’insufficienza delle risposte e delle soluzioni finora fornite dal nuovo management, che si limita a dichiarare una volontà di svolta senza però assumere iniziative concrete per fermare tali comportamenti, le organizzazioni sindacali si vedranno costrette ad anticipare l’avvio di ulteriori azioni di protesta, attraverso la proclamazione di un secondo sciopero di otto ore che sarà indetto nella prima data utile. Ribadiamo, tuttavia, la disponibilità al confronto qualora l’azienda fosse finalmente nelle condizioni di passare dalle parole ai fatti, proponendo soluzioni concrete e definitive a tutela dei lavoratori e del clima aziendale”.

Atm: “L’astensione dal lavoro ha coinvolto solo 73 lavoratori tra i 228 dipendenti”

Ed ecco la replica di Atm: “In merito all’azione di sciopero esercitata dalle sigle sindacali Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti e alle presunte ritorsioni che sarebbero state attuate a conclusione della protesta, Atm S.pA. precisa quanto segue: le percentuali sullo sciopero diffuse tramite una nota inviata alla stampa dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa sono assolutamente sovradimensionate (hanno parlato di oltre l’80% di adesioni, n.d.r.) rispetto alla reale adesione registrata nei vari settori aziendali. Dati alla mano, l’astensione dal lavoro ha coinvolto solo 73 lavoratori tra i 228 dipendenti in turno nella fascia oraria interessata dallo sciopero, con una percentuale del 32,02%. La percentuale scende addirittura al 14,04% se si prende a riferimento l’intera forza lavoro aziendale. Lo sciopero, dunque, non ha avuto percentuali bulgare come comunicato a mezzo stampa dalle quattro organizzazioni sindacali, ma al contrario si è rivelato un insuccesso”.

“Nessuna ritorsione, dovevamo pagare i lavoratori per stare fermi?”

Continuano i vertici aziendali, con direttore generale Pietro Picciolo e amministratore unico Pietro Cami: “In merito alla curiosa nota riguardante presunte ritorsioni nei confronti dei dipendenti, si rappresenta che se un dipendente sciopera dalle ore 18 alle 22, ed ovviamente non viene pagato per quella fascia oraria, ma il suo turno regolare finisce dopo la conclusione dello sciopero, la società ovviamente chiede di portare a termine il turno, in modo da pagare il lavoratore per l’attività espletata. Come avrebbe dovuto agire la società? Pagare i lavoratori senza lavorare o pagarli per stare fermi? La domanda è retorica ed è qui inutile riportare l’ovvia risposta, poiché si offenderebbero le organizzazioni sindacali”.

“Chiariamo il caso della lavoratrice Atm”

“Con riferimento , invece, al presunto caso emblematico della lavoratrice addetta alla linea 30 (in realtà la 29), evidentemente le organizzazioni, non vivendo l’azienda, ignorano che alle ore 22 di ieri, martedì 5 maggio, una pattuglia dei carabinieri ha fatto presente a un operatore di esercizio che al Terminal Cavallotti vi erano utenti in attesa dalle ore 21:30 dell’autobus che li conducesse nelle località collinari. Ed è per tale ragione che si chiedeva alla sala operativa la necessità di verificare la criticità, onde assicurare il ritorno a casa degli utenti segnalati dalle forze dell’ordine. In ultimo, nessun commento alle gravissime frasi contenute nella nota di Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti (quali “terrorismo psicologico”), perché evidentemente frutto dell’emozione che talvolta travolge chi scrive di temi a cui tiene”.

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