L'Università ha ospitato la presentazione regionale dei dati statistici sull'immigrazione
I numeri fotografano una realtà ormai consolidata: la comunità straniera a Messina non è più un fenomeno emergenziale o di passaggio, ma un pilastro portante dell’economia e della tenuta demografica di una provincia segnata dallo spopolamento. È questo il messaggio centrale emerso durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione Idos 2026, ospitata nell’aula dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti al Rettorato dell’Ateneo peloritano in contemporanea con la presentazione nazionale.
I dati provinciali e la stabilità della comunità straniera
I dati illustrati nel corso dell’incontro promosso dal CE.MI. testimoniano un radicamento sempre più profondo. Nel territorio provinciale i residenti stranieri hanno raggiunto quota 30.662, segnando un incremento di 1.651 unità rispetto al 2024 e una crescita del 5,7%. L’incidenza sulla popolazione totale si attesta così al 5,2%, un valore significativamente superiore alla media regionale del 4,6%.
Messina si conferma la quarta provincia siciliana per numero di cittadini stranieri e conquista il terzo gradino del podio per le imprese guidate da titolari nati all’estero, che sono ben 4.521. La presenza è radicata anche nelle scuole, dove si contano 4.098 studenti con cittadinanza straniera (pari al 13,5% del dato regionale). A conferma della stabilità degli insediamenti, il 44,3% dei cittadini non comunitari (9.228 su 20.813) è in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, una percentuale ben più alta del 36,2% medio registrato nell’isola. Sul fronte delle acquisizioni di cittadinanza si registra invece una contrazione: dopo il picco di 3.307 pratiche nel 2023, i numeri sono scesi a 2.880 nel 2024 e a 2.012 nel 2025.
La Cgil: “Lavoro dignitoso e politiche di inclusione”
L’appuntamento, moderato dal presidente del CE.MI. Giovanni Moschella, ha visto gli interventi di docenti ed esperti tra cui Giuseppina Tumminelli, Tindaro Bellinvia, Mourad Boudhil, Giuseppe Bucalo, Monica Natali, Giovanni Pistorio e Lidia Lo Schiavo.
Analizzando il rapporto a margine dell’evento, il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, ha richiamato le istituzioni al dovere dell’inclusione sociale e lavorativa. «In un territorio segnato dall’invecchiamento della popolazione, dallo spopolamento e dall’emigrazione di tanti giovani non possiamo permetterci di considerare l’immigrazione soltanto un problema di ordine pubblico – ha evidenziato Patti –. La vera sfida è costruire una società capace di garantire a tutte e tutti lavoro regolare, salari dignitosi, istruzione, sanità e diritti». Il sindacato ha inoltre denunciato la forte concentrazione dei lavoratori stranieri in mansioni poco qualificate o nel settore domestico e agricolo, chiedendo interventi decisi contro il lavoro nero e il caporalato.

