Dove sono i libri? La richiesta degli "internati" dell'Opg di Barcellona - Tempostretto

Dove sono i libri? La richiesta degli “internati” dell’Opg di Barcellona

Alessandra Serio

Dove sono i libri? La richiesta degli “internati” dell’Opg di Barcellona

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giovedì 08 Dicembre 2022 - 13:00

Al Madia una biblioteca e il cinema per superare il disagio mentale e affrancarsi dal carcere. Il convegno con gli esperti a confronto

MESSINA – La biblioteca è stata attrezzata, adesso i libri dove sono? E’ questa la richiesta che uno dei detenuti dell’istituto penitenziario Madia di Barcellona ha avanzato alla direzione della struttura, prendendo la parola durante la giornata di studi “Attraversamenti”. Non perché i libri non ci siano ovviamente, ma perché gli “ospiti” del Madia che hanno partecipato al progetto della realizzazione della biblioteca, e anche gli altri compagni, non vedono l’ora di poter sfogliare le pagine di quei libri, appropriarsi di quelle storie.

La loro commozione, la loro partecipazione e la loro gioia era palpabile, mentre partecipavano al convegno, seduti tra gli altri ospiti: i loro sorrisi tradivano per intero la riuscita del progetto, la commozione alla proiezione delle immagini del docu film “Dopo questo esilio” è stata esemplificativa più di tutte le parole che i vari esperti al tavolo hanno usato.

Il convegno, articolato in due sessioni tra il Madia e la chiesa di Sant’Antonio, ha approfondito la tematica della trasformazione da strutture di salute mentale a istituti penitenziari affrontando tutti i punti di vista. Quello strettamente giuridico, analizzando le normative, come quello più teorico legato all’evoluzione del concetto di giustizia riparativa. In mezzo e sopra tutto, l’aspetto “pratico” che affronta la più grande delle questioni: la giustizia riparativa è possibile? C’è spazio per la redenzione e il cambiamento, in carcere? Ecco, il docu film di Salvatore Presti, il video che racconta l’esperienza della realizzazione della biblioteca, il racconto degli educatori che operano al Madia e degli altri, che operano altrove e han portato la loro esperienza a Barcellona, per un confronto coi colleghi, sembra suggerire che la strada è tortuosa, ma affascinante e percorribile con successo.

Il cambiamento è possibile, i percorsi sono tanti e diversi ( come l’incontro con l’arte appunto, il cinema o il teatro) ma anche a chi affronta un disagio legato alla sanità mentale e deve affrancarsi anche dal pregiudizio di aver commesso un crimine può trovare la sua strada.

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