Al processo sfilano i consulenti di Costantino che aprono uno spiraglio sulla tesi della legittima difesa
E’ stato il giorno della difesa al processo sull’omicidio di Giuseppe Cannavò e Giovanni Portogallo, avvenuto il 2 gennaio 2022 a Camaro. Una lunga giornata in aula, dedicata a sentire i consulenti degli avvocati Filippo Pagano e Carlo Taormina, che hanno effettuato un lavoro scientifico accurato. Lavoro che, secondo i legali, supporta la versione di Claudio Costantino: ha sparato per difendersi, perché i due gli erano piombati in casa armati.
Davanti alla Corte d’assise (presidente Micali), ai legali delle parti civili, all’Accusa e ai familiari presenti, i consulenti hanno sciorinato le loro conclusioni, analizzando in aula gli stessi reperti da loro passati ai raggi x. Tra questi in particolare i frame delle video camere di sorveglianza della zona. Filmati delle ore e dei giorni precedenti alla sparatoria in particolare, e che sono stati proiettati in aula quasi a ricostruire il “cold case” di Camaro. Anche se tecnicamente il duplice delitto non è un caso chiuso e quindi la definizione non è del tutto appropriata, scorrendo i video si assisteva ad un film sul “dietro le quinte” del delitto, immagini che fino ad ora non erano entrate nel faldone processuale e che probabilmente, adesso, saranno il terreno di scontro “caldo” tra l’Accusa e la difesa di Costantino.
La cold case di Camaro
Le immagini ritraggono infatti diversi passaggi nei pressi di via Eduardo Morabito, la residenza di Costantino dove è avvenuta la sparatoria, di alcuni personaggi in giubbotto e casco, in motorino e a piedi. Sono proprio Portogallo, Cannavò e in almeno un caso Mussillo, il “favoreggiatore” già incriminato e condannato per aver condotto e abbandonato in ospedale Cannavò, dopo la sparatoria. Passaggi che risalgono a ore prima del delitto, alcune risalenti al primo gennaio. In una immagine, uno dei tre appare senza casco, offre abbastanza nitidamente il volto alla telecamera ed è, secondo Pagano e Taormina, facilmente identificabile.
I filmati erano già stati acquisiti dagli investigatori ma non estratti per ragioni tecniche. I consulenti delle difese sono però riusciti comunque ad adoperarli. E che secondo i legali documentano tipici “sopralluoghi” per preparare l’agguato. “Se le circostanze risulteranno confermate, tali video avrebbero una straordinaria importanza in quanto confermerebbero il reale intento di Portogallo e Cannavò (per come sostenuto sin dall’inizio dal Costantino) e fornirebbero significativi elementi sul ruolo del “terzo uomo”, commenta infatti l’avvocato Pagano.
L’inquinamento delle prove

Proiettati anche i filmati che inquadrano le ore immediatamente successive alla sparatoria, con gli investigatori e la Scientifica a lavoro sul posto. Ma anche tanti altri parenti, delle vittime come di Costantino. “I nuovi spezzoni di video estratti sarebbero interessanti anche sotto un altro profilo in quanto dimostrerebbero come la scena criminis sia stata irrimediabilmente contaminata essendo stato consentito l’ingresso e l’uscita di persone non autorizzate”, azzardano i difensori.
L’affondo in “stile Taormina” ha avuto sponda nella deposizione del consulente Luca Chianelli. Criminalista, anche lui è sentito in aula, anche mediante la visione di slides, ed ha sostenuto che “l’analisi criminalistica e balistica, nel metodo e nel merito, delle attività forensi disposte dall’Autorità Giudiziaria hanno evidenziato una serie di carenze e criticità tecniche nonché di palesi violazioni di protocolli e best practice validati dalla Comunità Scientifica Internazionale tali da inficiare il valore probatorio/scientifico degli elementi a carico di COSTANTINO Claudio nella ricostruzione della dinamica dei fatti operata dall’ufficio di Procura”.
Analisi stub, rilievi sulle tracce di sangue, ricostruzione attraverso modellini di legno del corpo delle vittime per rianalizzare le traiettorie dei proiettili. Insomma tutti gli esami scientifici di parte sono stati presentati in aula, all’ultima udienza, che è stata poi aggiornata al 15 novembre 2023, data in cui sarà sentito l’ultimo consulente della difesa, l’ingegner Antonio Carlo Cucinotta.
