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“Ecco la verità sui rifiuti dei positivi”, Bolognari replica a “Taormina in movimento”

Carmelo Caspanello

“Ecco la verità sui rifiuti dei positivi”, Bolognari replica a “Taormina in movimento”

lunedì 23 Novembre 2020 - 10:59
“Ecco la verità sui rifiuti dei positivi”, Bolognari replica a “Taormina in movimento”

I positivi al Covid sono 41. Dura presa di posizione del M5S dopo alcune dichiarazioni del sindaco secondo le quali il servizio finora eseguito dall'Asp passerà al Comune

TAORMINA – “Ci volete dire la verità su come stanno veramente le cose per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti presso le famiglie in quarantena?”. Se lo chiede “Taormina in movimento” facendo riferimento ad una dichiarazione del sindaco, Mario Bolognari, secondo la quale l’Asp ha dato “mandato al Comune di organizzarsi per il ritiro di questo rifiuti. Ad oggi – prosegue Taormina in movimento – ci sono 41 concittadini contagiati ufficialmente che non sono messi nelle condizioni ideali neanche per buttare la spazzatura. Gli attuali operatori rischiano di contrarre il Covid?”.

“Tante inesattezze”

La replica del sindaco non si è fatta attendere. “Taorminesi in movimento – spiega – dopo avermi inviato una segnalazione alla quale ho prontamente e cortesemente risposto, circa il trattamento dei rifiuti prodotti dai cittadini risultati positivi al test Covid-19, ha pubblicato un incomprensibile post nel quale si dicono alcune falsità. Chiarisco la questione. Le utenze Covid-19 – prosegue Bolognari – come stabilito dalle diverse ordinanze del Presidente della Regione Siciliana, fin dal mese di marzo, sono di due tipi: utenze di positivi in isolamento (tipo A) e utenze di negativi posti in quarantena (tipo A1). Queste ultime, che a Taormina sono state tante fin dalla prima settimana di marzo 2020, a causa dei rientrati dall’estero o da altre Regioni d’Italia, sono di competenza del Comune e sono state servite dalla ditta Tekra, secondo i protocolli previsti dalle stesse ordinanze regionali. Gli operai della Tekra – sottolinea – sono stati formati allo scopo e sono stati dotati dei dispositivi individuali prescritti.

Le utenze di tipo A, invece, che a Taormina abbiamo cominciato ad avere dai primi giorni di settembre, sono di competenza dell’Azienda sanitaria provinciale, come previsto da una ordinanza del 25 settembre. In effetti, la ditta che ha vinto l’appalto ha provveduto a organizzare con gli utenti, ritirare due volte la settimana e conferire come rifiuti speciali la indifferenziata prodotta dai ‘positivi’ e dai loro conviventi. Non è vero che i cittadini dichiarati positivi sono stati regolarmente serviti.

“La comunicazione dell’As’

L’Asp di Messina, il 13 novembre, scrive ai comuni di Taormina, Patti, Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata di Militello e Mistretta, e solo a questi sei comuni su 108 della provincia di Messina – chiosa Bolognari – riferendo che ‘la ditta Medieco ha comunicato di poter svolgere i ritiri richiesti solo parzialmente, a causa dell’improvviso aumento dei contagi nelle ultime settimane. Pertanto, si evidenzia la necessità che codesti comuni provvedano in proprio…”. Non viene indicata una data di inizio, tant’è che ancora la ditta Medieco continua il servizio anche da noi. Nel frattempo, per prudenza, abbiamo provveduto ad assegnare delle somme al dirigente dell’area competente per la copertura del servizio almeno fino al 31 dicembre 2020. Questo servizio, se e quando sarà avviato, non potrà essere svolto dalla ditta Tekra, che da me interpellata si è dichiarata non in possesso dei requisiti necessari. Pertanto, abbiamo fatto una immediata ricerca di mercato per individuare gli eventuali contraenti, in grado di partire in qualsiasi momento ad effettuare il servizio.

Infine, per ulteriore chiarezza – conclude il sindaco di Taormina – una circolare del 18 novembre 2020, emanata dal dirigente generale Foti, che si occupa della materia per tutta la Regione siciliana, ha stabilito che ‘appare chiaro che i costi devono essere posti a carico della Asp territorialmente competente, sia se si provvede direttamente, sia se, in sua vece, provveda il Comune’. Altrettanto chiaro è che i costi sostenuti dal Comune saranno rimborsati dall’Asp di Messina”.

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