Nell'ultima "conferenza del martedì" prima della ratifica delle dimissioni da sindaco di Basile, due nuovi ingressi a sostegno del candidato di De Luca
MESSINA – Sono Diego Indaimo (che sarà candidato nella lista Basile, ma da “indipendente”, senza tessera del partito) e Salvatore Saglimbeni le new entry di Sud chiama Nord in vista della tornata elettorale del 24 e del 25 maggio prosismo. Nell’ultima “conferenza del martedì” (prima della ratifica delle dimissioni), appuntamento ormai consueto dallo scorso ottobre, il sindaco Federico Basile e il leader del partito Cateno De Luca hanno dato il benvenuto a due nuovi membri, che si candideranno per il Consiglio comunale.
Basile: “C’è chi non guarda ai colori politici”
Basile ha presentato Indaimo e Saglimbeni a margine della conferenza sui risultati raggiunti nel campo di illuminazione, salvaguardia del suolo e politiche del mare. Il sindaco ha spiegato che “vogliamo guardare avanti e credo che la città abbia capito che le cose si devono continuare a fare con quel vigore che abbiamo messo in campo. Spesso parlando di ScN De Luca parla di ala di destra e di sinistra. Questo perché chi c’è guarda ai contenuti e non si limita ai colori politici. Oggi accanto a me ci sono due persone che hanno deciso di scendere in campo per questo. Uno è Diego Indaimo”.
Indaimo: “Tanti temi affrontati fin qui sono di sinistra”
Indaimo ha affermato che Basile “mi ha inseguito, perché per anni abbiamo dialogato su tanti temi e ho anche criticato, riscontrando risposte intelligenti. Il cedere a queste lusinghe è nato dai fatti che ho riscontrato e che sono importanti. Sono temi di sinistra, dalla differenziata alle stabilizzazioni, la cura del territorio o la creazione di spazi. La mia esperienza è nata nell’attivismo con la raccolta firme per Parco Aldo Moro nel 2006. Un parco che poi finalmente si è aperto con Federico Basile. Questi sono i fatti. La mia candidatura vuole essere un pungolo affinché la strada intrapresa su questi temi non si perda. Faccio anche due proposte: sul modello di piazza Dergano realizzare spazi di urbanistica tattica. L’altra è realizzare una Casa della musica, per quei giovani che hanno il diritto di fare musica e arte ma non tutti possono permetterselo. Credo che il Comune abbia il dovere di rendere possibile qualcosa del genere per migliorare la vivibilità. Uno dei temi che solleciterò, per un impegno sempre maggiore, è quello dell’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Saglimbeni: “Prima i cambi di sindaco erano un azzeramento”
Poi Basile ha presentato l’ingegnere Salvatore Saglimbeni, che per oltre 25 anni è stato un funzionario a Palazzo Zanca: “Per la prima volta mi trovo dentro al Comune non da tecnico. Non ho mai fatto politica ma ho sempre servito le amministrazioni scelte dalla popolazione con lealtà. Oggi mi posso mettere in gioco e ho scelto di aderire all’invito che mi è stato fatto. Per la prima volta Messina può proseguire un lungo percorso senza cambi traumatici. Ogni cambio di guida è stato un azzeramento, l’ho vissuta da funzionario. E così i problemi restavano sul tavolo. Con l’arrivo di De Luca è stato diverso”.
De Luca: “Diego un pungolo, Salvatore una testimonianza”
Cateno De Luca ha concluso: “Diego rappresenta un pungolo ideale. Noi siamo spesso inseguiti da tante cose e a volte ci possono essere disattenzioni che i cittadini ci segnalano. Ho sempre apprezzato le sollecitazioni e le forme di manifestazioni che rappresentano un elemento di carattere collettivo. Parco Aldo Moro è stato un fallimento per la città negli anni. Ci sono state iniziative come quella di Diego, eppure non ci sono state risposte fino a quando non abbiamo preso di petto questa situazione. Queste segnalazioni devono prescindere da interessi personali e Diego è l’esempio della genuina partecipazione popolare”.
E su Saglimbeni ha affermato: “Finora ci davamo del lei, ma ora ci dobbiamo dare del tu. Lui è Salvatore e gli facciamo un applauso perché è giusto capire quali sono i rispetti dei ruoli. Ho avuto scintille con lui. Ma lui non ha mai preso la mia azione e reazione con l’atteggiamento del ‘te la faccio pagare’. Lui ha compreso che volevo dare risposte a questa città. Ha capito che quel mio atteggiamento rude era finalizzato a risolvere. Lui è la testimonianza di tanti soggetti che hanno vissuto all’interno di questo palazzo al nostro fianco e hanno voluto constatare la passione che noi concentriamo nel nostro ruolo. Lui era burocrazia. Ma alla fine la burocrazia è figlia della politica”.
