Energia da fonti rinnovabili. Studio di assegnista Unime pubblicato su Nature Chemistry

Energia da fonti rinnovabili. Studio di assegnista Unime pubblicato su Nature Chemistry

Redazione

Energia da fonti rinnovabili. Studio di assegnista Unime pubblicato su Nature Chemistry

mercoledì 30 Gennaio 2019 - 10:21

E’ stato pubblicato sulla rivista “Nature Chemistry” un lavoro della dott.ssa Giuseppina La Ganga, assegnista di ricerca Unime e del Centro Interuniversitario sulla fotosintesi artificiale (sede di Messina) e risultato di una pluriennale collaborazione tra ricercatori del Dipartimento di Chibiofaram con numerose altre università nazionali ed estere. Lo studio è stato condotto insieme ad alcuni ricercatori delle Università di Padova, Trieste e Ferrara, del Sincrotrone Elettra di Trieste, dell’Università Tecnologica di Graz (Austria), dell’Università di Erlangen (Germania) e della Fondazione Basca per la Scienza di Bilbao (Spagna).

Nella ricerca di nuove risorse di energia da fonti rinnovabili e sostenibili – necessarie per fronteggiare il sempre crescente consumo energetico globale, destinato a raddoppiare entro il 2050 (da report ONU), e diminuire l’insostenibile attuale impatto ambientale della produzione di anidride carbonica dovuto all’utilizzo delle fonti energetiche fossili – la conversione diretta dell’energia solare in energia chimica (fotosintesi artificiale) occupa un posto estremamente importante.

Infatti, mentre la conversione di energia solare in energia elettrica (fotovoltaico) è ben sviluppata, la fotosintesi artificiale, che permetterebbe di convertire direttamente energia diffusa e intermittente quale l’energia solare in specie chimiche ad alta energia quali idrogeno molecolare e metano a partire da specie a bassa energia quali acqua e anidride carbonica (sottraendo anche anidride carbonica dall’atmosfera) è una tecnologia con più ampie possibilità di sviluppo nel futuro.

Lo studio dimostra come nanostrutture sintetiche basate sulla organizzazione gerarchica di cromofori organici e catalizzatori molecolari costituiti da poliossometallati siano in grado di ossidare l’acqua ad ossigeno, una delle funzioni chiave della fotosintesi, con efficienze significative, anche con fotoni a bassa energia e con notevole stabilità nel tempo. Il lavoro apre nuove ed importanti prospettive per la progettazione di specie molecolari auto-assemblate per la fotosintesi artificiale.

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