E' libero il 72enne messinese che, solo e malato, si era appellato al giudice per finire in cella: "Sto meglio lì"
Messina – “Voglio andare in carcere!”. Era stata questa la richiesta del 72enne messinese al giudice che lo interrogava, dopo il fermo per evasione dai domiciliari. Oggi l’uomo è stato processato e giudicato innocente dalla giudice Crisafulli, che lo assolto come richiesto dal suo difensore, l’avvocato Giovanni Mannuccia.
La sentenza
Non c’era il dolo, infatti, secondo il giudice, negli episodi di evasione contestati dai Carabinieri, maturati in un contesto di difficoltà sociale aggrevati da un disturbo neurodegenerativo di cui soffre l’uomo. Difficoltà che spiegano la sua richiesta al giudice di “spedirlo” in carcere. “Almeno lì mi fanno da mangiare e non sono solo, sono anziano e malato, per questo mi sono allontanato da casa fuori dai permessi consentiti, dovevo comprare le medicine e il cibo e nessuno può farlo per me”, aveva spiegato il 72enne al giudice. “Ecco perché preferisco il carcere”, aveva chiosato.
La vicenda
Il 72enne messinese, residente nella zona sud cittadina, era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia. su richiesta del difensore il Tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso i domiciliari e qualche settimana fa il legale gli aveva fatto ottenere qualche ora di permesso per uscire di casa, tre giorni a settimana. “Sono solo, non sto bene, ho bisogno di tutto e devo provvedere autonomamente, dalla spesa alle medicine”, ha spiegato oggi infatti il 72enne. Ma, secondo i carabinieri che lo hanno arrestato, l’uomo ha interpretato i permessi “in autogestione”, violando più di una volta le prescrizioni del Tribunale di Sorveglianza.
