Organizzazione Uffici Provincia, i confederali non arretrano: Ricevuto ritiri le delibere

Organizzazione Uffici Provincia, i confederali non arretrano: Ricevuto ritiri le delibere

Organizzazione Uffici Provincia, i confederali non arretrano: Ricevuto ritiri le delibere

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venerdì 15 Giugno 2012 - 01:03

Ieri audizione in conferenza dei capigruppo a palazzo dei Leoni. Fallito il tentativo di mediazione con l’amministrazione. Perplessità per la condizione economica dell’ente

Come annunciato qualche settimana fa, i rappresentanti della funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil sono state ospitati in conferenza dei capigruppo alla Provincia per discutere dell’atteggiamento di Ricevuto rispetto alle decisioni che riguardano la struttura dell’ente e sulla difficile condizione economica in cui si trova palazzo dei Leoni. I sindacati restano sul piede di guerra per un atteggiamento del presidente definito “arrogante”. Ricevuto ha proceduto di recente ad nuova rimodulazione dell’appena approvata (17.4.2012) struttura organizzativa, apportando ulteriori modifiche alla stessa e al regolamento degli uffici e dei servizi. Il tutto, nonostante il ricorso pendente per comportamento antisindacale per l’approvazione della deliberazione (GP 104/2012, ex art.28 L.300/1970) che appunto ha inizialmente definito la nuova struttura interna dell’ente, poi modificata diverse volte nei mesi. Alla conferenza ha preso parte anche l’assessore all’Attuazione del Programma Michele Bisignano, ma il tentativo di mediazione dei consiglieri tra sindacati e amministrazione non è però riuscito.

Le sigle sono decise a non fare passi indietro se Ricevuto non revocherà le delibere: andrebbero nella direzione opposta rispetto ad una denuncia presentata per il metodo adottato e non sul merito delle scelte prese. I sindacati, con la Cgil in testa, hanno ancora una volta ribadito preoccupazione per la condizione finanziaria di palazzo dei Leoni. Restano dubbi sul mantenimento dei servizi essenziali, per il pareggio di bilancio 2012, per la dichiarata eccedenza di personale e per le soluzioni prospettate dallo stesso presidente. (ER)

Un commento

  1. rossetti mariano 15 Giugno 2012 12:20

    L’attuale struttura tecnico-amministrrativa della Provincia Regionale di Messina è sovradimensionata, sia per personale che per numero di settori.
    Bisogna operare un accorpamento tra settori similari, snellendo la struttura e rendendola agile e produttiva.
    Tutto ciò comporterebbe la riduzione a pochi Settori (o Dipartimenti, come si chiamavano un tempo), con abbattimento dei costi.
    A ciò si aggiunga, anche, la riduzione del personale, con la cessazione del rapporto di lavoro con tutti i precari, a qualsiasi tipologia facciano essi riferimento.
    Ciò permetterebbe di ridurre il personale, con taglio delle spese a carico sia della Regione che della Provincia, che dovrebbe comportare una redistribuzione delle risorse a vantaggio del solo personale a tempo indeterminato.
    Da non sottovalutare, anche, la cessazione del triste bivacco di questa gente davanti ai distributori del caffè o nei bar vicino alle varie sedi dell’Ente, uno spettacolo che definire penoso è limitativo.Mandare a casa autosfigati ed inutili precari da 800 euro al mese permetterebbe di rivalutare degnamente le professionalità presenti tra gli impiegati a tempo indeterminato.
    Mi dispiace per il sig. MarioMonti e per chi, come lui, preferisce vivacchiare da mantenuto, piuttosto che dare un colpo d’ala alla propria vita, mettendosi alla prova con le proprie capacità (nel loro caso tutte frutto di una smodata e del tutto fuori luogo autostima).
    Facciano vedere di cosa sono capaci e dopo parleremo alla pari.
    E ve lo dice uno che, per non avere voluto trascorre la mortificante vita del precario, ha preso il coraggio a due mani, emigrando in Lombardia. All’età di 26 anni, dopo la laurea ed il servizio militare, da Ufficiale di complemento in Marina, ho vinto prima un concorso PUBBLICO per Funzionario Amministrativo e dopo un concorso, sempre PUBBLICO, che mi permette di essere inquadrato con uno stipendio annuo di €104.000,00 (lordi ovviamente).
    Non sono un fenomeno nè, tantomeno, lo pensano gli altri.
    Sono un normale cittadino che, con impegno e studio, ho scelto la mia strada, superando le difficoltà che man mano incontravo. Io ho fatto la valigia ed ho dimostrato quello che valgo (sia allora che adesso, essendo sempre costantemente sotto esame per l’operato mio e del Settore da me diretto). Questi signori precari ritengono sia meglio vivacchiare alla giornata o dimostrare (soprattutto a sè stessi) cosa valgono?

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