La Baronello si è dimessa a luglio. Aveva evidenziato una lunghissima serie di criticità da affrontare. Il consigliere comunale Libero Gioveni le ricorda e chiede che si proceda a nuova nomina
“Da ben 6 mesi il Comune di Messina risulta scoperto della preziosa figura del garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, prevista dalla Legge numero 112 del 12 luglio 2011.” Lo ricorda il consigliere comunale Libero Gioveni che, dopo le dimissioni formalizzate il 25 luglio 2016 dalla dott.ssa Maria Baronello, che era stata nominata dal Consiglio Comunale il 15 aprile 2014, chiede adesso che l’Aula possa colmare questo vuoto vista l’importanza che riveste tale figura istituzionale.
“Il garante, infatti – sottolinea Gioveni – ha il compito di promuovere e sostenere il rispetto e la garanzia dei diritti di cui i minori sono titolari, sulla base della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989; in sinergia con l’amministrazione comunale, il Garante tutela il diritto alla famiglia, all’educazione, all’istruzione ed alla salute, e segnala alle autorità giudiziarie e agli organi competenti chiunque commetta abusi contro i minori. Tra l’altro – prosegue il consigliere – parecchio importanti e pungenti si erano rivelate le relazioni della dott.ssa Baronello in merito alla gestione generale dei minori nella nostra città. Diverse le criticità evidenziate nelle sue relazioni – ricorda l’esponente centrista – per le quali non si può ancora non esprimere preoccupazione per un decadimento sociale sempre più vertiginoso della nostra città rispetto al quale si ha il dovere di intervenire. Il Garante aveva per esempio evidenziato la ridotta presenza di professionalità nel settore (ci sono solo 18 assistenti sociali, di cui 4 part-time, a fronte di più di 100 di ruolo a Catania e Palermo), che chiaramente non possono far fronte alle tante emergenze. Inoltre – prosegue ancora Gioveni – il garante aveva confermato, purtroppo, le numerose denunce fatte negli anni da me nell’ambito del delicato settore degli asili nido, ossia che Messina non rispetta i parametri del trattato di Lisbona che aveva fissato al 33% la percentuale di bambini da zero a 3 anni a cui doveva essere garantita un’assistenza pubblica negli asili nido; infatti, su 8544 bambini in questa fascia d’età più di 2800 dovevano essere ospitati nei Nidi comunali e invece nei soli 3 asili nido presenti in città (Camaro, San Licandro e Giostra a cui si aggiungerà il micro nido di Palazzo Zanca) sono presenti solo 94 bambini, ossia appena l’1%. A questo la Baronello aveva evidenziato il fatto che anche che tutta la zona Sud della città risulta scoperta aggiungendo che gli asili nido non devono essere considerati “servizi a domanda individuale”, bensì riconosciuti come prima importante risposta al diritto all’educazione e allo sviluppo. Anche le altre fasce d’età (4-12 e 13-18) che conta circa 32mila fra bambini e adolescenti sono molto a rischio; il garante aveva evidenziato marcatamente il numero insufficiente di Cag nel territorio che tra l’altro non sono stati né migliorati né potenziati. La dott.ssa Baronello – ricorda il consigliere comunale che tra l’altro se ne era fatto anche promotore con una proposta – aveva suggerito anche la necessità dell’inserimento lavorativo per molti di loro, magari attraverso degli stage (per esempio nelle officine dell’Atm) o attività parascolastiche utilizzando anche le strutture comunali (per esempio il Palacultura). Criticità evidenziate anche all’interno delle famiglie con l’auspicio dell’avvio o del potenziamento dei Segretariati sociali, di servizi di mediazione familiare e dell’adozione di un sistema informativo locale per la rivelazione dei dati e il monitoraggio, necessari per una corretta programmazione nel settore. Insomma – conclude Gioveni – sfiducia sì, sfiducia no, fra le tante emergenze di cui occuparsi ci sarebbe anche quella sociale relativa ai minori, non meno importante fra quelle su cui l’Aula dovrà (o dovrebbe) pronunciarsi”.

PER CIO’ CHE SUCCEDE A MESSINA, FORSE E RIPETO FORSE E’ IL MALE MINORE
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